Continua il viaggio di MIND tra i diversi organismi che popolano le acque del golfo di Napoli. In questa tappa del nostro viaggio, incontriamo non un unico organismo bensì numerosi organismi che insieme formano una colonia chiamata coralligeno che popola, in particolare, le zone della Gaiola e di Nisida. Buon viaggio con MIND!
Definizione e significato biologico
Il termine coralligeno, risalente al XIX secolo, deriva dal greco e significa letteralmente “generatore di coralli”. Originariamente, questo termine era usato per indicare le formazioni di alghe calcaree nelle cui cavità era ospitato il corallo rosso Corallium rubrum. Oggi, l’accezione si è ampliata: coralligeno si riferisce al substrato duro che si crea dall’accumulo di talli di alghe e di scheletri di organismi animali.
Il coralligeno è un habitat ricco e complesso che ospita una comunità di organismi sia animali sia vegetali. La base della comunità produttiva è rappresentata da alghe rosse calcaree, come le Corallinaceae e le Peyssonneliaceae. Le alghe fungono da substrato per una vasta gamma di organismi: gorgonie, briozoi, spugne, piccoli molluschi, crostacei ed alcuni pesci che trovano cibo e rifugio nel coralligeno. Le specie che vivono associate al corelligeno, che si estende nelle acque marine oltre i 20 metri di profondità, sono chiamate specie sciafile, cioè specie che vivono in ambienti poco illuminati.
Un altro termine utilizzato per definire il coralligeno è biocenosi. Questo termine, introdotto dallo zoologo Karl Moebius (figura 1), deriva dalle parole greche βíος, bios che significa “vita”, e κοινóς, koinos, che significa “comune, insieme”. Biocenosi, quindi, significa vita in comune, indicando l’insieme degli organismi viventi che popolano lo stesso ambiente. Questo concetto, fondamentale per l’ecologia, permette di comprendere che le specie interagiscono in complesse reti relazionali.

Figura 1: Karl Moebius, zoologo tedesco (Germania 1823-1908)
Minaccia del coralligeno e tutela
Diverse attività dell’uomo minacciano il coralligeno. La pesca, l’ancoraggio, attività di subacquea ricreativa, il ghost fishing (attrezzi da pesca abbandonati in mare) e l’inquinamento, rappresentato dall’eccesso di nutrienti in acqua, causano danni meccanici alle costruzioni di coralligeni e riducono drasticamente la biodiversità che li caratterizza. Anche l’aumento della temperatura altera la struttura e la funzione dei coralligeni che sono costantemente sottoposti ad un notevole stress ambientale: come risultato la funzionalità di alcune specie fondamentali al mantenimento della struttura del coralligeno è compromessa.
In questo contesto di minaccia della biodiversità del coralligeno, importanti sono le iniziative che mirano al monitoraggio ed alla conservazione della biocenosi coralligena nelle acque di Napoli. Tra queste, ci preme citare il progetto URCHIN – Underwater Research Coralligenous Habitat In Naples (figura 2), curato dall’Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola, finanziato dal MUR (Ministero dell’Università e della Ricerca), a valere delle risorse del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza. L’area del Parco Sommerso di Gaiola, che misura 42 ettari infatti, ospita due principali banchi rocciosi caratterizzati dalla presenza di coralligeno (figura 3).

Figura 2. Logo del progetto URCHIN.

Figura 3. Il Coralligeno della Gaiola. Foto di Guido Villani.
Conclusioni
L’acronimo URCHIN del progetto del Parco Sommerso di Gaiola, si riferisce anche ad un altro target, come spiegato sulla pagina ufficiale del progetto del sito dell’Area Marina Protetta Gaiola, dal quale è stato recuperato anche il logo del progetto mostrato in figura 2: in inglese, sea urchin indica il riccio di mare (una cui rappresentazione potete osservarla sulla “I” di URCHIN nell’immagine del logo (figura 2). La specie di riccio di mare Paracentrotus lividus, abbondante nei nostri mari, specialmente all’interno dei confini del Parco Sommerso di Gaiola, è sempre più minacciata e necessita di essere tutelata. Nella prossima puntata di MIND, dunque, parleremo del riccio di mare e del suo importante ruolo ecologico nel mare del golfo di Napoli.
Stay tuned!
Fonti
Worldrise: 10 curiosità sul coralligeno
Biografia dello zoologo Karl Moebius
Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola
Figura 3 recuperata dal post dalla pagina Facebook di CSI Gaiola Onlus dedicato al Coralligeno della Gaiola. La foto è stata scattata da Guido Villani.
Vuoi recuperare la puntata di MIND dedicata alle murene? La trovi qui.
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Studentessa di dottorato in computational and quantitative biology presso l’Università di Napoli Federico II dove ha conseguito la laurea magistrale in biologia – curriculum biomolecolare.

