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Messico: adiós agli spettacoli con mammiferi marini

da Alessandra Massa
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Niente più salti tra cerchi, appalusi forzati e piscine troppo strette: in Messico, i delfini possono tirare un sospiro di sollievo. Con l’arrivo della Ley Mincho, infatti, spettacoli e show turistici con mammiferi marini diventano un ricordo del passato.

Chi è Mincho?

La riforma prende il nome dal delfino Mincho che, nel 2020, si ferì cadendo su una paittaforma di cemento durante un’esibizione nell’Hotel Barceló. Nonostante il trauma subito e le raccomandazioni veterinarie, fu costretto ad esibirsi soltanto due giorni dopo. Quell’evento scosse profondamente l’opinione pubblica, sollevando interrogativi urgenti sul trattamento riservato agli animali nei delfinari.

Cosa prevede la legge?

  • Proibizione totale di spettacoli con i mammiferi marini per fini ricreativi o commerciali.

  • Divieto di nuove catture o nuovi delfinari. Solo attività scientifico-conservazioniste potranno essere autorizzate.

  • Fine degli show in piscine di cemento: gli animali dovranno essere trasferiti in recinti marini, strutture più simili al loro habitat naturale.

  • Divieto di riproduzione in cattività, salvo per fini di conservazione o recupero di specie minacciate.

  • Sanzioni severe: multe salatissime, sospensione licenze e possibili chiusure.

  • Protezione della generazione attuale: i delfinari con piani di gestione approvati prima dell’entrata in vigore possono mantenere le attività, seguendo restrizioni specifiche. L’obiettivo è gestire l’ultima generazione sotto cura umana fino alla loro morte naturale.

E in Italia?

In Italia, purtroppo, non esiste ancora un divieto esplicito che vieti gli spettacoli con animali marini. Restano attive, infatti, tre strutture che ospitano delfini – Parco Oltremare a Riccione, Acquario di Genova e Zoomarine a Torvajanica. Tuttavia, il loro benessere è parzialmente tutelato da alcune normative: è proibita la cattura a fini commerciali e, dal 2018, è stato introdotto il divieto di nuotare in vasca con i delfini.

Nonostante ciò, le crescenti pressioni dell’opinione pubblica e delle campagne di sensibilizzazione promosse da associazioni ambientaliste, rendono il cambiamento sempre più possibile.

Perché vietare gli spettacoli con i mammiferi marini?

Dietro agli spettacoli con delfini e altri animali marini si nasconde una realtà di sofferenza costante: sono animali altamente intelligenti, sociali e abituati a percorrere decine di chilometri ogni giorno in mare aperto. Rinchiusi in vasche artificiali, spesso troppo piccole e prive di stimoli, soffrono conseguenze fisiche e psicologiche:

  • stress cronico e disturbi comportamentali: molti esemplari sviluppano comportamenti anomali come il nuoto ripetitivo in cerchio (stereotipie), l’aggressività o l’apatia.

  • danni all’udito e alla comunicazione: il rumore costante di pompe, filtri e musica ad alto volume può compromettere la sensibilissima capacità uditiva di questi animali, interferendo con i loro richiami naturali e la socializzazione.

  • problemi dermatologici e oculari: l’acqua clorata o trattata chimicamente danneggia la pelle e gli occhi, spesso provocando infezioni o lesioni.

  • depressione e riduzione dell’aspettativa di vita: le orche e i delfini in cattività vivono generalmente molto meno rispetto ai loro simili in natura, spesso a causa di malattie legate allo stress e alla deprivazione ambientale.

  • separazione forzata dai gruppi familiari: nei parchi marini, la rotazione o lo spostamento tra strutture interrompono legami sociali fondamentali per i cetacei.

Nuove speranze in Europa

Il crescente dibattito pubblico e l’impegno di associazioni e cittadini per la tutela del benessere animale stanno spingendo sempre più Paesi europei verso un cambiamento concreto nella gestione dei cetacei in cattività. Tra i segnali più significativi:

  • In Belgio, è stato stabilito che l’ultimo delfinario attivo, situato a Bruges, dovrà chiudere entro il 2037. È inoltre vietata la costruzione di nuovi impianti, l’importazione e la riproduzione di cetacei in cattività.

  • La Croazia, già dal 2009, ha vietato la detenzione di cetacei a fini commerciali, permettendola solo per la riabilitazione e il rilascio in natura.

  • In Francia, lo storico parco marino Marineland di Antibes ha chiuso definitivamente il 5 gennaio 2025, a seguito della legge approvata nel 2021 che vieta, entro il 2026, spettacoli, riproduzione e importazione di mammiferi marini.

Anche noi possiamo fare la nostra parte: scegliamo di non visitare parchi acquatici che sfruttano i cetacei per intrattenimento. Il rispetto per la libertà di questi animali comincia dalle nostre scelte quotidiane.

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