Un evento che non accadeva dal 1997: al largo di Ischia, Procida e Ventotene, nelle acque del canyon di Cuma, sono state avvistate ben 14 balenottere comuni. Un numero straordinario, se si pensa che quasi trent’anni fa gli esemplari osservati erano appena sei.
Un habitat ideale
Il segreto di questa presenza eccezionale è nascosto nelle profondità del mare. Il canyon di Cuma, che raggiunge gli 800 metri di profondità e si estende per circa 70 kilometri quadrati, è un vero scrigno di biodiversità. Qui si concentra una grande quantità di kill e piccoli crostacei, la principale fonte di nutrimento per le balenottere. Come spiega anche Angelo Miragliuolo, comandante e ricercatore di Oceanomare Delphis, “questo mare produce una quantità enorme di prede, ed è ciò che attira questi giganti del mare”.

La tutela del Regno di Nettuno
Fondamentale è stato anche il lavoro di protezione svolto dalla Capitaneria di Porto e dall’Area Marina Protetta Regno di Nettuno, che hanno garantito condizioni sicure per il banco di balenottere. In quest’area vivono stabilmente sette specie di cetacei, e la presenza di un gruppo così numeroso di balenottere rappresenta un segnale positivo per l’ecosistema.
Un patrimonio da proteggere
La presenza delle balenottere non è solo un evento naturalistico, ma anche un’occasione per riflettere sul valore del nostro mare. Questi animali, che possono superare i 20 metri di lunghezza, sono ambasciatori silenziosi della salute degli ecosistemi marini. Il monitoraggio di Oceanomare Delphis continuerà per tutto ottobre, con l’obiettivo di raccogliere dati preziosi e sensibilizzare cittadini e turisti, poiché vedere le balenottere emergere dalle acque di Ischia non è soltanto un privilegio per pochi fortunati spettatori, ma bensì è un invito collettivo a custodire il mare come bene comune, affinché questo spettacolo possa ripetersi anche negli anni a venire.
Emmanuele Michele Piccolo, nato a Napoli il 7 luglio 2000, è un Ingegnere Informatico specializzando in Intelligenza Artificiale, con un particolare interesse nella ricerca bioinformatica applicata allo studio dei tumori pancreatici. La sua formazione tecnica si accompagna a una grande curiosità verso le potenzialità dell’IA nel migliorare la medicina e la qualità della vita. Oltre al suo percorso scientifico, coltiva diverse passioni che arricchiscono la sua creatività e il suo approccio al mondo: gli piace scrivere, suonare la chitarra e dipingere. Vorrebbe cercare di unire razionalità e sensibilità, raccontando storie che possano connettere tecnologia, cultura e umanità.

