Home In Evidenza Osserva, proteggi e racconta: il motto per chi il mare lo vive tutto l’anno.

Osserva, proteggi e racconta: il motto per chi il mare lo vive tutto l’anno.

da Davide De Stefano
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Il mare non va in ferie, anche se le vacanze sono finite e si ritorna ai normali ritmi di lavoro, il mare continua incessante la sua attività.

Nell’immaginario collettivo il mare rappresenta un immensa massa d’acqua distante dalla nostra vita quotidiana, che nulla ha a che vedere con i ritmi della nostra quotidiana, pertanto una volta terminate le vacanze rimane soltanto un nostalgico ricordo e nulla più.

Il mare non smette di essere vulnerabile

Molte pressioni (scarichi, inquinamento da dilavamento invernale, impatti della pesca, microplastiche) sono continue o addirittura più intense nei mesi non turistici, proprio quando nessuno guarda.

Questo mette a rischio gli equilibri ecosistemici e quindi la nostra salute ne risente. Una risorsa preziosa come il mare non puo’ essere abbandonata, altrimenti accada spesso che venga utilizzata come un immenso tappeto dove poter nascondere tutte le malefatte lontani dagli occhi indiscreti,

La cura ambientale richiede continuità, non picchi emotivi.

Politiche di tutela, monitoraggio dei dati, pressione sull’opinione pubblica: tutto questo funziona se c’è attenzione costante, non se si riaccende un mese all’anno.

Per questo motivo Fondalicampania Aps s’impegna da anni a garantire continuità operativa mettendo in pratica numerosi progetti di tutela ambientale quali ; monitoraggio mensile delle microplastiche con il progetto Sentinelle del Mare  ,piuttosto che Kayak Watch per il monitoraggio del plancton come bio indicatore della qualità delle acque oltre che nuovi progetti sperimentali quali l’indice algale costiero IAC che si pone l’obiettivo di monitorare gli equilibri ecosistemici marini.

Non mancano poi collaborazioni con le altre associazioni del territorio e con le scuole con le quali si estarura un rapporto che dura ormai da anni utile ad ampliare la rete sinergica a difesa del mare attraverso aventi di divulgazione e clean up.

Tutti gli altri progetti , oltre che la mappa con i risultati dei campionamenti si puo’ trovare nella sezione Progetti del nostro sito.

La comunicazione principale strumento di difesa del mare.

“Osserva, proteggi, racconta “

Nulla è più efficace di una comunicazione corretta e costante: per questo siamo sempre attivi nella creazione di materiale informativo, divulgato attraverso i social e attraverso il blog fondalicampania.com — nato prima ancora dell’associazione, e da sempre la nostra arma principale nella lotta contro il degrado culturale e ambientale.

Non è un caso che questo sia diventato il nostro motto. Racchiude, in tre parole, il metodo stesso con cui affrontiamo la tutela del mare — e le tre fasi non sono intercambiabili: ognuna prepara la successiva.

Osservare è il punto di partenza, perché non si può proteggere ciò che non si conosce davvero. Il nostro lavoro sul campo — campionamenti, indice IAC, analisi delle microplastiche — nasce dall’idea che la tutela ambientale seria comincia dal dato, non dall’indignazione del momento. Osservare significa anche guardare con continuità, non a intermittenza: il mare va monitorato anche a novembre, non solo a ferragosto.

Proteggere è la conseguenza naturale dell’osservazione: i dati raccolti diventano azione, formazione, pressione culturale. Ma proteggere, per noi, non significa solo agire materialmente sul territorio — significa anche costruire negli altri gli strumenti per farlo, attraverso i corsi e le attività divulgative.

Raccontare, infine, è ciò che chiude il cerchio e gli dà senso collettivo. Un dato raccolto e non comunicato resta chiuso in un archivio; un problema ambientale osservato ma non raccontato resta invisibile a chi potrebbe fare la differenza. Raccontare è ciò che trasforma il lavoro tecnico di pochi in consapevolezza diffusa — ed è anche l’antidoto a quella dimenticanza stagionale di cui parlavamo: se il racconto continua tutto l’anno, anche l’attenzione delle persone resta viva tutto l’anno.

È per questo che le tre parole, insieme, sono diventate identità: senza osservazione la protezione è cieca, senza protezione l’osservazione è sterile, e senza racconto entrambe restano invisibili.

 

 

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