Dal 5 al 10 ottobre 2026 si terrà a Napoli il Pianeta Mare Film Festival. Il programma unisce cinema, ambiente, scienza e cultura attraverso una selezione di cortometraggi, lungometraggi, documentari, opere di fiction e una sezione dedicata al cinema campano. Coinvolgerà studenti, ricercatori, registi a livello nazionale e internazionale.
Max Mizzau Perczel, direttore del festival, ci ha raccontato l’edizione 2026 dal tema “E se gli alieni fossimo noi, incapaci di riconoscere il mondo di cui siamo parte?”.
Com’è nata l’idea di unire cinema e mare in un festival e come si è evoluta fino ad oggi?
“L’idea del Pianeta Mare Film Festival nasce 5 anni fa in occasione dei 150 anni della Stazione Zoologica Anton Dohrn. Ci siamo ispirati alle ricerche dell’istituto e all’idea dell’allora Presidente della Stazione Zoologica Roberto Danovaro e del Presidente della Fondazione Dohrn Ferdinando Boero. L’intento era di unire una forma artistica come la musica o il cinema al racconto del mare. Volevamo fare qualcosa che fosse adatto ad un pubblico di giovani per coinvolgerli. Poi con l’idea di creare qualcosa che avesse una risonanza a livello internazionale abbiamo optato per il cinema di qualità e abbiamo dato vita a un festival dedicato al mondo marino, al rapporto dell’uomo con la natura e le altre specie e ai cambiamenti climatici.
Oggi il festival è arrivato alla sue V edizione e possiamo affermare fieramente che la collaborazione con la comunità scientifica è stata fondamentale per la sua evoluzione”.
La collaborazione con gli studenti delle scuole e delle università è nata contemporaneamente alla nascita del Pianeta Mare Film Festival?
“Certo, abbiamo collaborazioni con tutti gli atenei napoletani, e non solo, e con diverse scuole secondarie, molte delle quali ubicate in quartieri svantaggiati come Scampia. Per le scuole, il programma prevede le Cinematinèe che si terranno presso l’Aula Magna dell’Università di Napoli Parthenope e nell’Aula Magna della sede di Scampia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Per i giovani appassionati proponiamo il Film Lab, un laboratorio di una settimana per realizzare un cortometraggio direttamente con lo smartphone. Il 4 ottobre i giovani filmmaker saranno ospitati dall’imbarcazione Elizabeth, da cui partirà la residenza artistica e formativa. La formazione, diretta dal regista Valerio Ferrara, unisce pensiero critico e immaginazione, esperienza diretta della natura, ricerca e disseminazione scientifica e tecniche innovative di smartphone filmmaking.
Nel corso degli anni il Film Lab ha coinvolto tante città italiane, mentre quest’anno in Francia c’è stata la prima tappa internazionale, a cui seguiranno altre tappe europee nei prossimi mesi”.
Quali sono le novità nella programmazione di Pianeta Mare Film Festival?
“Le opere in programma affrontano temi di grande attualità dal rapporto tra esseri umani, specie animali e crisi climatica alle migrazioni nel Mediterraneo.
Tramite collaborazioni internazionali abbiamo selezionato film di rilievo a livello mondiale. Per esempio quest’anno abbiamo in programmazione “The Lake”, un film di Abbey Ellis prodotto da Leonardo Di Caprio che racconta l’emergenza ambientale di un grande lago negli Stati Uniti che si sta prosciugando, con un grande impatto sulla natura e sulla vita delle persone. Sarà presentato il 7 ottobre in anteprima italiana.
Un’importazione selezione di cortometraggi internazionali si terrà presso Sala Assoli Moscato, centro di produzione teatrale di Casa del Contemporaneo”.
Una sezione del festival è interamente dedicata alla Campania. Mi può dire a che punto è il cinema campano nel racconto dell’ambiente e del territorio?
“La sezione dedicata alla Campania per noi è molto importante. Tramite la collaborazione con la professoressa Luisa Corazza, direttrice del Centro di Ricerca per le Aree Interne e gli Appennini,e con la professoressa Gina Annunziata, responsabile dell’area cinema dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, abbiamo potuto accogliere contributi che tentano di raccontare le aree interne del Paese. Questo è un aspetto su cui dobbiamo porre maggiore attenzione perché per tanto tempo questi territori sono stati invisibilizzati. Sono territori colpiti dal fenomeno dell’abbandono ma sono contesti straordinari che vanno raccontati.
Raccontare il territorio significa conoscerlo. Con questa sezione abbiamo modo di raccontare il fenomeno nazionale dello spopolamento e il rapporto che, come grandi centri, abbiamo con le aree interne. I cortometraggi in concorso saranno proiettati nel Teatro dell’Accademia di Belle Arti”.
Cosa possiamo mettere in evidenza dell’edizione di quest’anno?
Una cosa molto importante su cui voglio mettere l’accento è che quest’anno l’Inaugurazione del Film Lab si terrà a Villa Ferretti a Bacoli. Questo luogo è emblematico perché è un edificio di origine ottocentesca, requisito alla camorra e oggi riconsegnato alla collettività. È un importante simbolo di riscatto sociale e culturale. Siamo molto felici di averlo potuto rendere uno dei luoghi del Festival grazie alla collaborazione con Simonetta Fraschetti, professoressa ordinaria di Biologia marina, e il Rettore Andrea Mazzucchi dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
La première del festival invece sarà, in contemporanea, a Palazzo Grenoble, sede dell’Istituto Francese, nel quartiere di Chiaia.
Riferimenti e info:
Laureata in Scienze del Turismo e specializzata in Scienze economiche per l’Ambiente e la Cultura, indirizzo Economia Circolare, ha conseguito un Master in Environmental Humanities – Studi dell’ambiente e del territorio. Amante della natura e del mare, partecipa come volontaria a progetti di protezione e salvaguardia dell’ambiente e degli ecosistemi. Crede nella divulgazione come migliore strumento di conservazione per la salute del pianeta.

