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Piano Nazionale di Ripristino: è in corso la fase di consultazione

da Anastasia Solazzo
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Piano Nazionale di Ripristino

Fino al 9 giugno 2026 è aperta la consultazione per la redazione del Piano Nazionale di Ripristino (PNR) degli ecosistemi, habitat e specie degradate del territorio italiano. Questa fase rappresenta un momento di partecipazione e co-creazione al fine di raccogliere opinioni e dati utili da parte dei soggetti interessati, garantire trasparenza e inclusività e promuovere la divulgazione di informazioni scientifiche. Tra gli altri, gli obiettivi prevedono il miglioramento dello stato di conservazione degli ecosistemi costieri e marini del 30% al 2030, del 60% al 2040 e del 90% al 2050.

Contesto normativo: dalle Strategie nazionali ed europee al Regolamento sul ripristino della natura

Il Piano Nazionale di Ripristino (PNR) è lo strumento con cui l’Italia darà attuazione al Regolamento (UE) 2024/1991 del Parlamento Europeo e del Consiglio sul ripristino della natura. Il Regolamento ha ad oggetto il ripristino degli ecosistemi degradati in tutte le zone terrestri e marine degli Stati membri, il conseguimento degli obiettivi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e una maggiore sicurezza alimentare. Gli Stati membri devono presentare una proposta dettagliata entro il 1° settembre 2026 alla Commissione. Questa, entro i sei mesi successivi, provvederà a formulare commenti e raccomandazioni affinché il Piano soddisfi tutti i requisiti.

Con il Regolamento UE 2025/192 la Commissione norma il formato da seguire per la redazione del Piano nazionale.

Il ripristino della natura è al centro delle politiche nazionali ed europee. Questo sottolinea l’importanza che gli ecosistemi rivestono nella mitigazione dei cambiamenti climatici e in quanto habitat di biodiversità. La Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 nasce per rispondere alle criticità della Strategia precedente che non era riuscita a raggiungere i propri obiettivi. La SNB 2030 è adottata con Decreto Ministeriale n.252 il 3 agosto 2023. Coerentemente con la Strategia Europea, individua due obiettivi strategici che si declinano in 8 ambiti di intervento:

  1. Costruire una rete coerente di Aree Protette terrestri e marine;
  2. Ripristinare gli ecosistemi terrestri e marini.

La Strategia UE per la Biodiversità al 2030 mira al ripristino della biodiversità a beneficio delle persone, del clima e del pianeta. Ha l’obiettivo di rafforzare la resilienza contro: gli impatti dei cambiamenti climatici, gli incendi boschivi, l’insicurezza alimentare e le epidemie. Con questa strategia, del 20 maggio 2020, l’UE pone le basi per il lancio del Regolamento sul ripristino della natura e di tutte le azioni successive.

Il contenuto del Piano Nazionale di Ripristino: obiettivi e misure

Il Piano Nazionale di Ripristino definisce gli obiettivi quantitativi e le mappe indicative delle zone marine e terrestri da sottoporre a ripristino. Specifica inoltre le modalità di sostegno, le risorse finanziare necessarie all’implementazione delle misure e i metodi di monitoraggio e valutazione. Gli interventi di ripristino possono riguardare territori interni o esterni alla Rete Natura 2000.

Attualmente la bozza del Piano prevede oltre 1400 misure per il ripristino degli ecosistemi terrestri, costieri e d’acqua dolce (Art. 4 del Regolamento) e di quelli marini (Art. 5).  Gli interventi contenuti nella bozza per il ripristino di ecosistemi costieri e marini nel territorio campano riguardano:

  • la ricomposizione vegetazionale per favorire la formazione di dune scomparse o degradate;
  • il contenimento o l’eradicazione di specie invasive in habitat dunali;
  • il ripristino di superfici di prateria di Posidonia oceanica degradate;
  • la rimozione di attrezzi da pesca abbandonati in mare;
  • l’istituzione di una nuova Area Marina Protetta.

A queste saranno aggiunte le misure proposte dai vari portatori di interesse che parteciperanno alla consultazione.

Come partecipare alla consultazione e perché: trasparenza e co-creazione

La consultazione è, quindi, aperta a tutti i portatori di interesse e serve ad ampliare la raccolta dei dati provenienti direttamente dai territori interessanti, per soddisfarne al massimo le esigenze. A questo scopo possono partecipare vari soggetti, tra cui: Regioni, Province, Comuni, Associazioni di categoria, Enti parco e aree protette, Università, ONG, Scuole, ecc…

Gli obiettivi della consultazione sono: garantire un processo trasparente, inclusivo e aperto; promuovere il dialogo e la diffusione di informazioni scientifiche; massimizzare l’efficacia delle misure tenendo conto delle specificità territoriali.

Poiché il Piano Nazionale di Ripristino presenta un alto grado di complessità tecnica, la consultazione è articolata in diverse sezioni e mette a disposizione tre strumenti differenziati per la raccolta dei contributi. C’è un questionario generale rivolto a tutti che si basa sulla raccolta di informazioni in merito a speranze e preoccupazioni relativamente agli aspetti del ripristino della natura che la società ha più a cuore. Poi troviamo un questionario specifico rivolto ai portatori di interesse e chi ha conoscenze più approfondite che punta a raccogliere suggerimenti concreti. Infine, una scheda delle misure per la proposta di nuove misure, rivolta ad enti, università e associazioni con competenze specifiche ambientali.

Si partecipa alla consultazione accedendo alla piattaforma ParteciPa. Con questo processo aperto, il MASE in collaborazione con il MASAF e il supporto tecnico di ISPRA, intende raccogliere suggerimenti, proposte e desideri reali affinché i territori e gli ecosistemi possano trarre un effettivo beneficio da uno strumento operativo – il PNR – tanto complesso quanto potente. Partecipare rappresenta un importante gesto politico e di impegno civico in un contesto in cui l’ambiente richiede cura e il suo ripristino un forte senso di responsabilità collettiva!

 

 

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