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Inquinamento marino e mentale: tra eco-ansia e lutto ambientale

da Giovanni Formisano
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l'impatto psicologico inquinamento marino

Per anni gli ambienti marini sono stati considerati veri e propri luoghi di cura. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente il contatto con il mare riduce in maniera esponenziale i livelli di cortisolo e combatte lo stress.  Purtroppo, l’inquinamento marino inverte questa tendenza. Davanti a spiagge sfigurate dalla plastica o ad acque contaminate, la nostra mente non attiva i processi necessari alla rigenerazione: invece di rilassarci avvertiamo un forte senso di rifiuto e allarme che alimenta la stanchezza mentale

Eco-ansia: le evidenze dell’Agenzia Europea dell’Ambiente

I dati dell’AEA mettono in luce come la consapevolezza del degrado ambientale è causa di disturbi cronici.  L’impatto psicologico si manifesta attraverso la forma di eco-ansia e la solastalgia, la sofferenza generata dal cambiamento negativo del proprio ambiente familiare.

Studi citati da The Lancet Planetary Health evidenziano come l’ingestione di neurotossine (come il metilmercurio) attraverso il consumo di pesce contaminato possa avere effetti diretti sulle funzioni cognitive e sulla regolazione dell’umore. L’uomo avvelena l’acqua che, a sua volta, restituisce sostanze in grado di alterare i processi neurologici, esacerbando disturbi dello sviluppo e irritabilità.

L’inquinamento e la perdita dell’Io

Per coloro che vivono in  simbiosi con il mare, la ferita è ancora più profonda. La perdita di biodiversità marina e la contaminazione acquifera ledono l’identità culturale e il senso di sicurezza. Pirandello scriveva: “C’è qualcuno che vive la mia vita e io non ne so nulla”; allo stesso modo, chi vive il mare oggi sente che forze distruttive esterne stanno riscrivendo una parte della propria esistenza e della propria storia.

Si tratta di un vero e proprio “lutto ambientale” che può sfociare in stati depressivi, in particolar modo dove il mare rappresenta il principale mezzo di sostentamento e svago.

Tutelare il mare e la salute mentale

Per fortuna una soluzione c’è: l’Agenzia Europea dell’Ambiente mostra come la tutela della natura è la migliore forma di prevenzione sanitaria. Ridurre i rifiuti e le emissioni chimiche non solo salvaguarda i pesci, ma preserva la nostra stabilità emotiva. Partecipare attivamente ad azioni di monitoraggio e pulizia trasforma l’angoscia in azione!

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