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Mar Mediterraneo, da culla di civiltà a “mare di plastica”

da Vincenzo Zobel
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Il Mar Mediterraneo, culla di antiche civiltà e patrimonio ambientale straordinario, è oggi uno dei mari più inquinati al mondo a causa della plastica proveniente principalmente da Turchia e Spagna seguite poi da Italia, Egitto e Francia.

La sola Europa riversa in mare ogni anno tra 150-500 mila tonnellate di macro plastica e le 70-130 mila tonnellate di microplastiche, numeri troppo elevati per un continente come il nostro. Il mare rischia di trasformarsi in una vera e propria “trappola di plastica”.

Una speranza per il nostro mare

La Commissione europea e l’Alta rappresentante hanno istituito un patto per il Mediterraneo che rafforzerà la cooperazione e il collegamento economico in tutto il Mar Mediterraneo.

Questo patto darà il via a progetti regionali che apriranno a delle possibilità per i cittadini ed imprese, di generare vantaggi reciproci che vanno dalla produzione di energia pulita a investimenti sul territorio.

La Commissione Europea lavorerà su tre settori di cooperazione:

  • Persone come forza motrice: promuovendo l’istruzione superiore istituendo un’università mediterranea.
  • Economie più forti e sostenibili: contribuendo a costruire un’economia blu più sostenibile del bacino del Mediterraneo. Promuovendo energia e tecnologia pulite.
  • Sicurezza e gestone della migrazione: promuovere un approccio globale alla gestione della migrazione, istituire per tutti i paesi del bacino mediterraneo un forum regionale in materia di pace e sicurezza.

Il 17 aprile 2026, la Commissione ha presentato il primo piano d’azione, operativo con 21 azioni concrete per il 2026, focalizzate su tre pilastri principali e aggiornato periodicamente.

Cosa possiamo fare per salvare il Mediterraneo dalla plastica e non solo

Anche noi nel nostro piccolo, possiamo fare la differenza. Se prestiamo attenzione alle nostre azioni e attuiamo comportamenti idonei possiamo contribuire alla salvaguardia del Mediteranno.

Come? Riciclando correttamente la plastica, tenendo pulite le spiagge, riutilizzando i sacchetti di plastica e non gettando i mozziconi di sigaretta. Pensate solo che per smaltire un filtro di sigaretta ci vogliono 5 anni, mentre per una busta di plastica parliamo di 20 anni. Oltre al danno per lo smaltimento pensate poi che danni sta subendo tutta la fauna e la flora del nostro mare.

È vero che le politiche attuali sono lente e macchinose, ma ognuno di noi nel suo piccolo può contribuire al miglioramento della condizione del nostro mare.

Il cambiamento inizia da te!

Fonti: https://commission.europa.eu/news-and-media/news/pact-mediterranean-enhancing-jobs-energy-and-security-2025-10-16_it

Plastica

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