Il golfo di Napoli custodisce da tempo un grande tesoro: il corallo. Negli ultimi giorni è stata scoperta una nuova scogliera corallina, fino ad ora nascosta e sconosciuta. A portarla alla luce è stata Gaia Blu, la nave oceanografica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), che ha navigato nelle acque di Napoli durante la missione Demetra-Biodream.
Le due campagne collaborano, da tempo, per il progetto Life Dream insieme ad altri piani di ricerca come REDRES (Restoration of Deep sea Habitats to Rebuilt European Seas) e il National Biodiversity Future Center.
Life Dream è un progetto di tutela ambientale, nello specifico dell’ ambiente marino, nato il 1 settembre 2022 e durerà fino al 31 agosto 2027, ha come obiettivo la protezione e la salvaguardia degli ecosistemi fragili e risponde alle richieste delle nuova Legge europea sul ripristino della natura, approvata nel giugno del 2024. Secondo la legge tutti i paesi membri dell’UE devono impegnarsi alla tutela degli habitat e degli ecosistemi degradati e rispondere alla richiesta di rigenerare i fondali.
Questa volta le ricerche della nave Gaia Blu hanno portato ad una scoperta sorprendente e inaspettata. Chi l’avrebbe mai detto che il Golfo di Napoli ospita nei suoi fondali una barriera corallina? E invece è proprio così, è stata individuata una lunga lingua di coralli nel Canyon Dohrn.
L’ esplorazione è avvenuta grazie al ROV, un robot sottomarino comandato e dotato di telecamere e sensori che hanno permesso di sondare le parenti del Canyon. Grazie a questa tecnologia la Gaia blu ha ottenuto una mappa dettagliata del fondale marino che ha presentato la chiara presenza di biocostruzioni coralline.
Nel blu dei fondali di Napoli
Il Canyon Dohrn è una gola sottomarina molto profonda. È situata a nel Golfo di Napoli, precisamente a sud-ovest della città e a metà strada tra le due isole Capri e Ischia. È un fondale ancora troppo sconosciuto che non smette mai di sorprendere. Questa volta ha svelato un grande segreto e una nuova ricchezza del nostro mare. Il Canyon prende il nome da Anton Dohrn, il biologo tedesco e fondatore della Stazione Zoologica di Napoli. Si conferma essere uno dei centri di ricerca marina più attivi e importanti di tutta Europea per le sue frequenti e singolari scoperte. La scoperta è avvenuta a circa 500 metri di profondità e ha rivelato la presenza di una struttura corallina lunga 80 metri e larga 2 metri. È stata, per chi l’ha scoperta, una vera esplorazione.
Il corallo del golfo di Napoli
Dalla mappa sono stati individuati principalmente i coralli bianchi, appartenenti alla specie Desmophyllum pertusum e Madrepora oculata. Queste due specie di coralli sono molto rare. Strutturalmente sono coralli duri e piccoli, hanno una forma ramificata, formano delle colonie e vivono spesso in associazione tra loro e in acque profonde e fredde.
Oltre a queste due specie, sono stati individuati anche coralli neri, anch’essi molto rari, coralli solitari e spugne. Inoltre, il Canyon ospita un grande ecosistema di coralli antichi e anche fossili che fanno pensare ad una storia geologica molto antica e chiaramente tutta da studiare. È un tesoro prezioso del mare che potrebbe aiutare nello studio dell’ecosistema che si è evoluto nel corso del tempo, in relazione al cambiamento climatico e all’evoluzione delle specie marine.
Un tesoro da custodire
Spesso si parla di coralli e dell’importanza dei coralli. Abbiamo affrontato il fenomeno dello sbiancamento dei coralli che minaccia alcune specie particolarmente esposte al rischio di estinzione. Quello dei coralli è un mondo così ricco che si rigenera e si scopre ricerca dopo ricerca. È una specie che si difende bene e questa volta a proteggerla saranno le acque partenopee.
Emanuela Bervicato, 23 anni di frenesia e grinta. Però senza ansia e senza stress, ripete sempre. Speaker radiofonica, giornalista, solare, dinamica, curiosa e buona ascoltatrice. Non c’è problema che non abbia soluzione, la praticità è la sua carta vincente. Per questo è sempre sul pezzo.

