Lo sbiancamento dei coralli è un fenomeno in crescita, negli ultimi anni ha assunto dimensioni globali e ha provocato la morte di moltissimi coralli a causa dello stress ambientale. La motivazione principale? L’aumento della temperatura oceanica. Facciamo un passo indietro, prima di parlare del fenomeno, vi siete mai chiesti cos’è un corallo e da dove deriva il suo intenso colore rossastro?
I coralli non sono pietre, sono animali marini invertebrati. Si formano grazie all’unione di piccolissimi organismi chiamati polipi, ciascun polipo vive in una colonia di carbonato di calcio, insieme formano uno scheletro calcareo. Vivono nei mari tropicali dove formano le barriere coralline e si nutrono essenzialmente di plancton. Grazie ad un’interazione biologica con alghe microscopiche chiamate zooxanthellae che, contengono clorofilla e pigmenti fotosintetici, si colorano di marrone o di verdastro. Inoltre, i coralli generano anche dei pigmenti naturali grazie alle proteine fluorescenti e cromoproteine: le prime assorbono la luce e ne emettono una nuova ad una lunghezza d’onda più lunga, producendo colori luminosi mentre se seconde riflettono specifici colori e inoltre hanno una funzione protettiva contro i raggi UV.
Una delle proprietà principali dei coralli è la loro adattabilità. Infatti, i coralli vivono sia in acque profonde che superficiali e sono in grado di regolare la produzione di pigmenti in base alla loro esposizione al sole e alle loro “case”, in sostanza in base all’intensità luminosa e alla profondità delle acque in cui abitano. In acque profonde i raggi solari sono meno intensi e quindi i pigmenti trasformano la luce blu in colori rosso o verde permettendo ai coralli di sopravvivere in ambienti più bui. Al contrario, in acque superficiali dove i raggi solari battono più forte, i pigmenti protettivi aumentano “difendendo” la vita e il colore del corallo.
Il corallo rosso: gioiello del mare
Il colore dei coralli non è solo una proprietà estetica ma è un vero e proprio indicatore della loro salute. Purtroppo nel 2024 l’80% delle barriere coralline si sono scolorite a causa di episodi di sbiancamento del corallo. Ad oggi, la situazione non migliora e si teme l’estinzione di alcune specie e la scomparsa di estese porzioni di ecosistema marino che affiancano le nostre coste. Secondo recenti studi condotti dall’IUNC – Unione Mondiale per la Conservazione della Natura – il 44% delle specie di coralli rischiano l’estinzione. Responsabile dello sbiancamento dei coralli è sostanzialmente l’innalzamento della temperatura dell’acqua provocato dal cambiamento climatico e dalle emissioni di gas serra.
Le temperature ideali per la salute dei coralli oscilla tra i 23°C e i 29° C. In questa fascia di temperatura i coralli vivono in perfetta simbiosi con le zooxantelle che gli danno colore, quando le temperature si alzano superando i 29° e le radiazioni solari si intensificano, i coralli subiscono uno stress termico tale da fargli espellere le zooxantelle e di conseguenza perdono i loro colori, sbiancandosi. Quello che resta è lo scheletro calcareo di colore bianco.
Il riscaldamento climatico e soprattutto quello delle acque oceaniche, è la causa principale della perdita di molte specie che non sopravvivono alle alte temperature. Tuttavia, è possibile individuare anche altre cause, secondarie ma non meno importanti, che mettono in pericolo la vita dei coralli come: inquinamento dei mari, acidificazione degli oceani e le attività invasive dell’uomo.
Probabili soluzioni
È un problema di cui non si parla abbastanza e le soluzioni sono molto lontane. La Grande Barriera Corallina in Australia è quella maggiormente colpita dal fenomeno dello sbiancamento e infatti nel 2024 ha registrato una perdita significativa di coralli.
L’Istituto Italiano di Tecnologia insieme all’Università degli studi di Milano – Bicocca con l’acquario di Genova, in seguito a diverse sperimentazioni, attraverso alcuni studi sui coralli hanno dimostrato l’efficacia della curcumina per ridurre il fenomeno dello sbiancamento. La curcumina è una sostanza estratta dalla curcuma dalle proprietà antiossidanti e, pare sia efficace per il mantenimento del colore dei coralli. L’acquario di Genova ha offerto l’ambiente marino per i test, mentre i ricercatori hanno sviluppato un biomateriale biodegradabile che non fosse dannoso per l’ambiente marino per somministrare la molecola. In breve, sono state create le condizioni di surriscaldamento dei mari innalzando la temperature delle acque fino a 33° C, temperatura non tollerata dai coralli, fino a provocare lo sbiancamento di quelli non rivestiti di curcumina. I risultati sono stati chiari, sui coralli rivestiti di curcumina non è avvenuto lo sbiancamento.
Ad oggi, questa probabile soluzione è ancora oggetto di studio in quanto esistono altre sostanze antiossidanti, proprio come la curcumina, che potrebbero avere effetti positivi sui coralli assicurandone la conservazione. La speranza è quella di trovare una soluzione univoca per garantire la salvaguardia e la conservazione dei coralli e soprattutto evitarne la morte provocata dallo sbiancamento.
Emanuela Bervicato, 23 anni di frenesia e grinta. Però senza ansia e senza stress, ripete sempre. Speaker radiofonica, giornalista, solare, dinamica, curiosa e buona ascoltatrice. Non c’è problema che non abbia soluzione, la praticità è la sua carta vincente. Per questo è sempre sul pezzo.

