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MIND: il triotto e la trota nel fiume Sele

da Maria Chiara Langella
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Il Triotto - MIND - Trota - Sele (1)

Riprende la rubrica MIND (Marine Inhabitants of Naples gulf Diversity) di FondaliCampania. In questa puntata parleremo del triotto e della trota, pesci che popolano il fiume Sele. Buon viaggio con MIND!

Il triotto

Il Rutilus erythrophthalmus, noto come triotto è un pesce appartenente alla famiglia Cyprinidae. Sebbene sia una specie endemica della Pianura Padana, il triotto è presente in molti fiumi dell’Italia centrale e meridionale, tra cui il fiume Sele. È, infatti, un pesce che vive in acque a corso lento, ricche di vegetazione, con fondali perlopiù sabbiosi.

Il triotto è un pesce di taglia medio-piccola: la sua lunghezza massima può arrivare a poco più di 20 cm e il suo peso a 130 g. È un pesce gregario, che vive in gruppi composti addirittura da centinaia di individui. Il triotto si ciba prevalentemente di piccoli invertebrati e molluschi, e di alghe filamentose. L’eta massima di vita riscontrata di questi pesci è di 10 anni, sebbene molti esemplari non superi i 5 anni.

Sia i maschi sia le femmine raggiungono la maturità sessuale al primo anno di età e la deposizione dei gameti avviene tra maggio e luglio.

Il suo corpo è affusolato; il triotto possiede occhi grandi e bocca piccola, ed una livrea argentea con tonalità verdastre (figura 1).

Figura 1: Rutilus erythrophthalmus.

La trota

Un’altra specie di pesce diffusa nel fiume Sele è la Trota fario. Con questo nome, nello specifico, è indicata una delle forme che può assumere la specie Salmo trutta, insieme alla trota di mare e alla trota lacustra.

Il corpo della trota è poco allungato ma presenta una testa molto robusta (figura 2). È in grado di modificare la sua livrea per mimetizzarsi con l’ambiente che la circonda. La lunghezza del suo corpo varia da 30 cm a 1 m ed il suo peso da 3 hg a 6 kg, in dipendenza nei corsi d’acqua in cui vive.

Figura 2: Trota fario.

La trota è nota per essere un vorace predatore: si nutre di insetti, altri pesci, rane e vermi. La trota che vive nelle acque dolci si riproduce nei mesi invernali e, generalmente, le uova sono deposte su fondali ghiaiosi.

Conclusioni

Anche le acque dolci della nostra regione sono teatro di una immensa biodiversità che va tutelata e curata, sempre!

Questa puntata di MIND termina qui! Nella prossima, i nostri lettori saranno coinvolti in un viaggio particolare nel quale daremo le definizioni di tutti i termini scientifici legati al mondo della biodiversità marina! Ad esempio, quale è la definizione precisa e universalmente accettata di biodiversità? Ne parleremo nella prossima puntata di MIND!

Stay tuned!

Se hai perso la precedente puntata di MIND, puoi recuperarla qui!

Fonte

Zerunian S., 2004 – Pesci delle acque interne d’Italia. Quad. Cons. Natura, 20, Min. Ambiente – Ist. Naz. Fauna Selvatica.

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