Nella precedente puntata di MIND (puoi trovarla qui), abbiamo descritto le aree protette presenti nella regione Campania e, abbiamo elencato i fiumi che caratterizzano ciascuna area. Anche i corsi di acqua dolce, come i fiumi, contengono un importante patrimonio di biodiversità che, in questa puntata di MIND vogliamo introdurvi. Buon viaggio!
Il fiume Sele
Nasce da un importante bacino idrogeografico del parco regionale dei Monti Picentini il corso di acqua dolce di cui tratteremo: il fiume Sele. Questo fiume bagna le province di Avellino e Salerno ed è lungo 64 chilometri (km). Nasce presso il comune di Caposele, ad Avellino, alle pendici del monte Paflagone.
Da Avellino a Salerno, attraversa i seguenti comuni: Caposele, Calabritto, Senerchia, Valca, Oliveto Citra, Colliano, Contursi Terme, Postiglione, Campagna, Serre, Eboli e Capaccio Paestum, e sfocia poi nelle acque del Mar Tirreno del golfo di Salerno.
Le acque del fiume Sele vengono captate dall’Acquedotto Pugliese e per questo il corso d’acqua presenta dimensioni ridotte rispetto al passato: come testimoniato dal rinvenimento di resti di porti di fiumi romani, questo fiume era addirittura navigabile.
Soprattutto nella zona del Cilento, nel fiume Sele è stata riscontrata la presenta di numerosi organismi di acqua dolce: l’alborella, l’anguilla, il barbo comune, il cavedano, il triotto e la trota.
L’alborella
Scientificamente chiamata Alburnus arborella, l’alborella è una specie endemica della pianura Padana, e può vivere in una vasta gamma di habitat come il nostro fiume Sele (figura 1).
Ha un corpo compresso ai lati ed una mandibola molto sporgente rispetto alla mascella. È dotata di pinne dorsale, ventrali, caudale, anale e pettorale. In particolare, la pinna caudale è forcuta e presenta dei lobi appuntiti.
Il colore del suo corpo è argento con riflessi verdastri e azzurri. Può misurare fino a 12 cm.
Si nutre principalmente di zooplancton, insetti e altri piccoli invertebrati, talvolta anche di materiale vegetale. In base alla disponibilità dell’habitat nel quale vive, l’alborella riesce a sfruttare la maggior parte delle risorse trofiche.

Figura 1. Alburnus arborella.
L’anguilla
Dal corpo serpentiforme, le anguille presentano una testa allungata ed una mandibola prominente.. La sua livrea è grigio-bruna o verdastra (figura 2). I piccoli sono in genere trasparenti.
Una particolarità caratterizza il suo ciclo vitale: le anguille sono pesci dal ciclo vitale detto catadromo, cioè dai fiumi, e in generale dalle acque interne, questo pesce discende al mare per riprodursi. È stato osservato che le anguille adulte possono migrare verso il mar dei Sargassi tra settembre e ottobre; qui le anguille iniziano il processo di ricerca del compagno e, in seguito, di accoppiamento.

Figura 2. Anguilla europea.
Conclusioni
Quanta bellezza anche nei corsi d’acqua dolce! Finisce qui questa puntata di MIND dedicata ad alcuni organismi del fiume Sele. Non perdete la prossima puntata, nella quale continueremo a parlare della biodiversità del fiume Sele.
Stay tuned!
Fonti
Definizione precisa di Catadromo
Figura 1 da https://www.joelsartore.com/fis028-00011/
Figura 2 da https://www.suffolkbis.org.uk/news/european-eel

Studentessa di dottorato in computational and quantitative biology presso l’Università di Napoli Federico II dove ha conseguito la laurea magistrale in biologia – curriculum biomolecolare.

