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MIND: Le aree protette in Campania, non solo mare

da Maria Chiara Langella
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MIND-Aree protette

Prosegue il viaggio di MIND, la rubrica di FondaliCampania dedicata alla biodiversità delle acque del golfo di Napoli, con la descrizione delle aree protette in Campania, culla di straordinari organismi.

Ci spostiamo, ancora una volta sulla terra, come già fatto nella scorsa tappa di MIND dedicata all’avifauna (se vuoi recuperare l’ultimo articolo di MIND, puoi trovarlo qui), poiché, sebbene FondaliCampania si dedichi soprattutto alla tutela della acque che bagnano le nostre coste, di certo non trascura il grande valore rappresentato anche dalla flora e dalla fauna terrestri.

Descrivere le aree protette della nostra regione è importante per sensibilizzare i nostri lettori ad apprezzare l’ambiente e la natura che ci circonda, dal mare alla terra.  Infine, non dobbiamo dimenticare che, oltre alle acque del mare, un importante ruolo di mantenimento dell’equilibrio dell’ecosistema ambientale è rappresentato dai preziosi organismi che popolano le acque dolci, fiumi e laghi, che percorrono e bagnano la nostra regione.

 Le aree protette della Campania

Iniziamo il nostro viaggio tra le aree protette della regione Campania, fornendo una definizione precisa di area protetta.

Secondo l’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN), un’area protetta è uno spazio geografico definito […] e gestito con efficaci strumenti legali […], al fine di ottenere una conservazione a lungo termine della natura e dei servizi ecosistemici e valori culturali associati.

In Campania sono stati riconosciute 11 aree protette divise in parchi nazionali, parchi regionali e parchi metropolitani (figura 1).

 

I parchi regionali

Il parco più vasto della regione Campania è il parco regionale dei Monti Picentini, che abbraccia i territori di 30 comuni tra Avellino e Salerno. L’area, coperta da faggi, aceri, castagni e pino nero, accoglie diverse specie animali, tra cui il lupo, la volpe, l’allocco, la coturnice, l’aquila reale, il falco pellegrino e la lince. Il parco racchiude, inoltre, un bacino idrogeografico importante da cui nascono i fiumi Sele, Calore, Sabato, Picentino e Ofanto.

Nella provincia di Benevento si estende il parco regionale del Taburno-Camposauro, maestosi massicci da cui sgorgano le sorgenti del Fizzo, già riconosciute come patrimonio UNESCO e che ad oggi danno vita alle cascate del maestoso parco reale della Reggia di Caserta.

Il parco regionale del Paternio si estende per circa 14.000 ettari dalla regione appenninica del Paternio alle valli Caudina, del Sabato e di Lauro Baianese. È caratterizzato da torrenti e corsi d’acqua nei pressi dei quali sono numerosi i pioppi nero, bianco e tremulo.

Il parco regionale del Matese si estende tra le provincie di Caserta e Benevento. La vetta più alta della catena dei monti del Matese è rappresentata dal monte Miletto. In questi territori, negli anni ’70, fu rinvenuto il fossile di un cucciolo di dinosauro Scipionyx samniticus noto ai più con il nome di Ciro.

I parchi regionali tra Napoli e Salerno

Tra le provincie di Napoli e Salerno, si estende il parco regionale dei monti Lattari, tutti di formazione calcarea che raggiungono con il monte San Michele la massima elevazione di 1444 m sul livello del mare (s.l.m.).

Queste zone sono caratterizzate da una fitta rete di sentieri visitati e percorsi da numerosi turisti ogni anno, il più famoso dei quali è il sentiero degli Dei che da Agerola permette di arrivare sino a Positano.

Ancora, tra le provincie di Napoli e Salerno, si estende anche il parco regionale del bacino idrografico del fiume Sarno. Questo territorio è uno dei più importanti Groundwater Dependent Ecosystem (GDE), Ecosistemi Dipendenti dalle Acque sotterranee. Le sorgenti principali sono: acque della Foce, rio del Palazzo e acqua San Marino.

I parchi regionali e le aree vulcaniche

Nel cuore della regione Campania, nella provincia di Caserta, si estende per circa 10.000 ettari il parco regionale area vulcanica di Roccamonfina e foce Garigliano. Il territorio è sovrastato dall’apparato vulcanico di Roccamonfina ed è ricco d’acqua: il corso d’acqua più importante è il Garigliano, nato dalla confluenza dei fiumi Gari e Liri, seguito dal fiume Savone e fiume Peccia.

Il parco regionale dei Campi Flegrei, che si estende nei territori dei comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Napoli, è caratterizzato da preziosi gioielli naturalisti rappresentati dal lago d’Averno, lago Fusaro, lago Lucrino e lago Miseno.

Noto per le numerose testimonianze vulcaniche e l’apparente precarietà dei suoi territori, periodicamente sottoposti a fenomeni di bradisismo, questo parco regionale ospita anche numerose attrattive, tra le quali la riserva marina di Nisida, il castello di Baia, Punta Pennata, Capo Miseno e l’isolotto di San Martino.

Le riserva naturali ed il parco metropolitano di Napoli

Alla foce del fiume Sele, si estende la riserva naturale regionale Foce Sele-Tanagro e Monti Eremita-Marzano, che comprende i comuni di Eboli e di Capaccio-Paestum. Nel territorio è presente l’oasi di Persano che ospita la lontra, un mammifero raro e minacciato. L’oasi, fonte di biodiversità, si propone anche come centro di educazione ambientale per la sensibilizzazione, di grandi e piccoli, alla conservazione della natura e al rispetto per gli organismi che vi abitano. Immerse nel massiccio dei Monti Alburni vi sono le grotte di Pertosa-Auletta, che sono attraversate dal fiume Tanagro, nelle cui acque vivono piccoli pesci ed alcuni invertebrati.

Tra Napoli e la provincia di Caserta, si estendono le riserve naturali regionali Foce Volturno-Costa Licola-Lago di Falciano, che abbracciano i comuni di Giugliano in Campania, Castel Volturno, Falciano del Massico, Mondragone e Villa Literno. Il territorio delle riserve è caratterizzato da complessi di dune che ospitano comunità di piante psammofile, tipiche piante pioniere di zone desertiche.

Infine, dalle pendici dei Camaldoli, si estende il parco metropolitano delle colline di Napoli. Questo comprende la collina dei Camaldoli, la selva di Chiaiano, il vallone San Rocco, lo Scudillo e la collina di San Martino.

Conclusioni

Nelle prossime puntate di MIND, descriveremo nel dettaglio alcune delle specie che popolano le acque di fiumi e laghi che caratterizzano le aree protette della nostra regione.

Stay tuned!

Fonti

Dudley, N. (Ed.). (2012). Protected landscapes and wild biodiversity (Vol. 3). IUCN.

Il sistema delle aree protette in Campania. Regione Campania.

 

 

 

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