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Acidità degli oceani: le acque oceaniche sono in pericolo

da Emanuela Bervicato
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L’inquinamento ambientale rappresenta oggi una delle cause più urgenti del nostro pianeta. Tonnellate di rifiuti, sostanze chimiche, microplastiche e gas serra vengono rilasciate nell’ambiente e nei mari compromettendo il corretto funzionamento del ciclo vitale di molte specie e di molti ecosistemi. L’inquinamento marino ha un impatto rilevante e, considerando che il 70% della superficie terrestre è ricoperta da oceani, si rischiano gravi situazioni di non ritorno per alcune specie che, in condizioni alterate e contaminate, non sopravvivono all’alto tasso di inquinamento.

Le eccessive emissioni di anidride carbonica sono le principali responsabili dell’inquinamento delle acque oceaniche, anche se spesso sono associate solo all’inquinamento atmosferico. L’acidifcazione degli oceani è un fenomeno che riguarda l’assorbimento da parte delle acque oceaniche di anidride carbonica che provoca una notevole diminuzione del loro pH.

Il pH (potenziale di idrogeno) indica la concentrazione di ioni idrogeno in una soluzione, su una scala da 0 a 14. Il valore medio del pH equivale a 7, in questo caso si ha un ambiente neutro. Valori superiori al 7 indicano un ambiente basico, inferiori a 7 un ambiente acido.

L’acidificazione è considerata a tutti gli effetti una minaccia per gli organismi marini con gusci e scheletri di natura calcarea e un alto tasso di ph provoca danni a ecosistemi e specie marine, causando gravi perdite come l’estinzione di importanti porzioni di barriere coralline a causa dello sbiancamento dei coralli. Gli oceani e l’atmosfera sono sempre in contatto e le acque oceaniche assorbono anidride carbonica attraverso scambi gassosi. Si tratta di un processo naturale molto importante.  Anche se da un lato contribuisce a regolare il clima globale, dall’alto comporta gravi conseguenze ambientali, come appunto l’acidificazione degli oceani. Quando la concentrazione di anidride carbonica nell’aria è superiore a quella presente nelle acque oceaniche, queste la assorbono affinché si verifichi un equilibrio chimico. Grazie al vento, alle correnti oceaniche e alle basse temperature, cioè quando le acque oceaniche sono molto fredde, l’anidride carbonica viene assorbita più facilmente.

Reazioni chimiche e pH

Dal punto di vista chimico, quando le acque oceaniche assorbono l’anidride carbonica avvengono delle reazioni chimiche che possiamo sintetizzare in:

  • Assoribimento: avviene grazie alla combinazione di CO2 e H2O
  • Formazione dell’acido carbonico che abbassa il PH delle acque e le rende acide.
  • Dissociazione dell’acido carbonico che si dissocia in ione idrogeno e ione bicarbonato.
  • Doppia dissociazione che avviene quando lo ione bicarbonato si dissocia a sua volta in un altro ione idrogeno e in uno ione carbonato

I livelli di acidità delle acque oceaniche sono monitorati periodicamente per verificare l’alterazione del PH e quindi l’andamento del processo di acidificazione e di conseguenza le condizioni di vita e di salute degli ambienti marini. Solitamente, si prelevano campioni di acqua oceanica a diversi livelli di profondità con sensori subacquei collegati a boe o sommergibili o grazie alle bottiglie niskin. Dopodiché si passa all’analisi del pH, uno dei metodi più utilizzati prevede l’uso dell’elettrodo a vetro cioè il pH- metro che permette una lettura precisa della concentrazione di ioni idrogeno.

Inoltre, sono utilizzati anche altri metodi considerati più tradizionali come quelli colorimetrici. Si basano sostanzialmente sull’impiego di indicatori chimici che cambiano colore in funzione del pH dell’acqua. Ogni indicatore ha un intervallo di viraggio ossia il passaggio da un colore all’altro determinato dal superamento di un certo valore di pH. Dopo aver prelevato il campione d’acqua, si aggiunge l’indicatore chimico colorato al campione e in base al colore che si ottiene si valuta il livello di acidità dell’acqua, facendo riferimento alla scala cromatica che associa colori diversi a diversi valori di pH. In caso di pH neutro il colore risultante sarà verde, dal giallo alle sue sfumature più scure fino al rosso è acido, dal blu al violetto è basico. 

Per un futuro più limpido

Per un futuro più limpido, come le acque di un tempo privo di inquinamento è necessaria una battaglia contro l’acidificazione delle acque oceaniche. Ma la situazione è più complessa.. Alcuni studi sulle possibili soluzioni per contrastare questo fenomeno propongono un’importante riduzione delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera cosicché non venga assorbita neppure dagli oceani. Questo comporta inevitabilmente anche una scelta consapevole di energia, preferire il consumo energetico di fonti rinnovabili al posto dei combustibili fossili. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di ricreare ambienti naturali, terreni e marini che siano in grado di assorbire CO2, come le foreste o alcuni habitat marini che potrebbero aiutare in quel naturale processo di equilibrio climatico, neutralizzando la varietà di pH.

Una maggiore attenzione alle nostre abitudini quotidiane potrebbe fare la differenza per migliorare le condizioni di salute del pianeta, dell’aria delle acque e anche della nostra.

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