Dopo sette mesi di monitoraggio, il progetto Kayak Watch rileva nelle acque di Ercolano una presenza costante di alghe rosse e verdi, possibile segnale di un eccesso di nutrienti legato a scarichi fognari non del tutto efficienti.
Il progetto Kayak Watch
Il progetto Kayak Watch nasce con l’obiettivo monitorare lo stato di salute delle acque marine attraverso l’analisi di bioindicatori come fitobenthos (alghe ancorate ai fondali), fitoplancton (alghe galleggianti) e zooplancton (animali marini in sospensione nella colonna d’acqua). La variazione di questi organismi può segnalare alterazioni ambientali come l’eccesso di nutrienti o la presenza di sostanze inquinanti.
I campionamenti vengono effettuati direttamente in mare dai volontari, che utilizzano reti manta trainate dai kayak per raccogliere il materiale sospeso nelle acque superficiali. I campioni vengono poi analizzati in laboratorio per determinare quantità e tipologia delle specie presenti, offrendo così un quadro dinamico dell’ecosistema costiero.
I risultati del monitoraggio: segnali da non ignorare
| Data | Località | Dominanza | Altre osservazioni |
| 26/04/25 | ”La Favorita”, Ercolano | Chaetoceros debilis | Cirripedi |
| 03/05/25 | ”La Favorita”, Ercolano | Chaetoceros spp. | Copepodi, Cirripedi |
| 29/06/25 | ”La Favorita”, Ercolano | Cladophora | Ceramium, Diatomee, Copepodi |
| 29/07/25 | ”La Favorita”, Ercolano | Ceramium | Tintinnidi |
| 27/09/25 | ”La Favorita”, Ercolano | Cladophora | Copepodi, Cirripedi |
| 26/10/25 | ”La Favorita”, Ercolano | Ceramium, Cladophora | Diatomee |
| 09/11/25 | ”La Favorita”, Ercolano | Cladophora | Ceramium, Copepodi |
Le analisi hanno evidenziato una presenza costante di alghe bentoniche appartenenti ai generi Ceramium (alghe rosse) e Cladophora (alghe verdi). Questi organismi, normalmente ancorate ai fondali rocciosi, possono essere trasportati in superficie dal moto ondoso, dove vengono poi intercettati dalle reti di campionamento.
Sono state inoltre rinvenute diatomee del genere Chaetoceros e diversi rappresentanti dello zooplancton, in particolare cirripedi, copepodi e tintinnidi.
Le possibili cause
La proliferazione di queste alghe potrebbe essere collegata a fenomeni di eutrofizzazione, cioè all’eccessiva concentrazione di nutrienti, soprattutto azoto e fosforo, che favoriscono una crescita incontrollata. Le cause principali sarebbero da ricondurre alla pressione antropica lungo la costa e all’efficienza non sempre ottimale dei sistemi fognari.
Sebbene dal 2016 il Comune di Ercolano abbia eliminato gli scarichi diretti a mare, in caso di forti piogge il sistema fognario può andare in sovraccarico: l’acqua piovana si mescola alle acque reflue e, tramite i condotti di emergenza detti ”Combined Sewer Overflows”, viene riversata in mare. Questi episodi, seppur temporanei, possono provocare picchi di inquinamento con conseguente alterazione dell’equilibrio ecologico costiero.

Alga rossa

Alga Verde
Le caratteristiche naturali del Golfo di Napoli contribuiscono poi alla persistenza delle alghe osservate. I fondali rocciosi rappresentano un substrato ideale per la loro crescita, mentre le acque poco profonde permettono alla luce solare di raggiungere il fondo, favorendo la fotosintesi e la sopravvivenza di queste specie.
Dobbiamo preoccuparci?
Nonostante i segnali di eutrofizzazione, i dati raccolti mostrano anche una chiara ciclicità stagionale nelle comunità planctoniche. In autunno, ad esempio, si osserva il ritorno delle diatomee e del microzooplancton, un indicatore positivo che suggerisce assenza di condizioni ipertrofiche gravi e una certa capacità dell’ecosistema di autorigenerarsi.
Prospettive future
I volontari di Kayak Watch continueranno i campionamenti nei prossimi mesi, per ottenere una visione più completa dell’evoluzione della flora marina di Ercolano. I dati raccolti, nel tempo, potranno diventare uno strumento utile anche per le amministrazioni locali nella pianificazione di interventi mirati alla tutela costiera.


Il mare è sempre stato la mia più grande fonte di ispirazione: un mondo straordinario, da conoscere e proteggere.
Oggi coltivo questa passione studiando biologia marina e dedicando parte del mio tempo al volontariato con Fondalicampania APS, dove contribuisco a iniziative per la salvaguardia del nostro patrimonio marino.

