Home Attualità Tagli sulle emissioni di Co2: obiettivi aggiornati per il 2040

Tagli sulle emissioni di Co2: obiettivi aggiornati per il 2040

da Emanuela Bervicato
0 commento
CO2-Fondalicampania-min

Lo scorso 4 novembre i ministri dell’ambiente del Consiglio dell’Unione Europeo si sono riuniti a Bruxelles per un incontro molto importante.  Il punto della seduta plenaria ha riguardato le questioni ambientali più urgenti con particolare attenzione al problema delle eccessive emissioni di CO2. Dopo lunghe ore di dibattito, si è chiuso ufficialmente l’accordo sui tagli delle emissioni di CO2.

Tale accordo fa parte della lotta in atto, ormai da anni, contro il riscaldamento globale. Il programma prevede una notevole riduzione delle emissioni di CO2 pari al 90% entro il 2040. Stabilito il termine limite ora bisogna passare ai fatti. In che modo sarà possibile raggiungere questo obiettivo?

Il problema a monte

Le emissioni di CO2 sono le principali cause del cambiamento climatico e del riscaldamento del pianeta. Ogni giorno enormi quantità di anidride carbonica vengono rilasciate nell’atmosfera sia attraverso dei processi naturali che umani ma quelli che producono, nella maggior parte dei casi, gli effetti più negativi derivano proprio dall’intervento dell’uomo sull’ambiente. Quindi, in una società fortemente meccanizzata come la nostra, la colpa è dell’uomo.

I primi responsabili dell’ inquinamento atmosferico sono i sistemi industriali, in particolare, le industrie metalmeccaniche e petrolchimiche impattano negativamente sulla qualità dell’aria. Analogamente, la combustione dei combustibili fossili utilizzata per produrre energia elettrica ha una forte incidenza. Ancora, il petrolio, il carbone e il gas naturale utilizzati per i trasporti, per il riscaldamento e per le industrie contribuiscono in modo determinante alla crisi ambientale e rappresentano, inoltre, un rischio per la salute e l’economia globale. Un’altra questione riguarda il fenomeno della deforestazione che provoca uno squilibrio dell’intero ecosistema terrestre.

Il processo di fotosintesi clorofilliana regola lo scambio ciclico tra anidride carbonica e ossigeno. Le piante producono e liberano ossigeno grazie all’acqua, la luce e l’anidride carbonica. Concretamente, assorbono CO2 e rilasciano ossigeno. La deforestazione, abbattendo enormi quantità di alberi, riduce drasticamente la loro capacità di assorbimento e in mancanza di alberi a sufficienza, il ciclo si interrompe o rallenta.

Alla luce di queste problematiche, il Consiglio di Unione Europea è stata l’occasione giusta per riflettere sul da farsi e fissare dei nuovi obiettivi per la salute del pianete e per chi lo abita. I rapporti tra ambiente e uomo, ambiente e natura necessitano di ristrutturazione per una convivenza rispettosa e sana.

Modifiche per un ambiente migliore

L’obiettivo concordato mira al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Facciamo un passo indietro. Il 2 luglio 2025 la Commissione Europea ha presentato ha presentato una proposta di modifica del regolamento (UE) 2021/1119 – legge europea sul clima – introducendo tra gli obiettivi anche quello di ridurre le emissioni di gas serra del 90% entro il 2040, rispetto ai dati del 1990.  Le modifiche della legge climatica a livello europeo stabiliscono una serie di condizioni di cui si dovrà tenere conto per la pianificazione della strategia da portare avanti affinché tutti gli Stati dell’Unione possano raggiungere l’obiettivo comune di riduzione. Le prossime legislazioni saranno dedicata alla ricerca di una strategia valida che garantisca una transizione efficace ed equilibrata alle possibilità economiche di tutti gli Stati.

Le condizioni riguardano la sicurezza e l’efficienza energetica e puntano l’attenzione sulle tecnologie che possono contribuire alla transizione, tenendo conto delle possibilità finanziare degli stati che possono o meno sostenere investimenti orientati all’innovazione. La strada da percorrere è quella della tecnologia: investimenti pubblici e privati potrebbero avviare tecnologie innovative sicure che sappiano fare leva sulle energie rinnovabili.

Inoltre, è stato introdotto anche una valutazione biennale per monitorare i progressi o i regressi rispetto agli ultimi dati europei sulle emissioni. Se i dati si riveleranno positivi e rientrano nel percorso di miglioramento previsto no sarà necessario un intervento, invece in caso contrario sarà doveroso rafforzare l’intero piano.

L’EU ETS

In ultima battuta, è stato rinviato l’ETS2.  L’EU ETS2 è il sistema di scambio di quote di emissione dell’Unione Europea 2 e rappresenta un’estensione del sistema europeo di tetto e scambio (l’EU ETS) per le emissioni di gas serra.

Secondo il piano primario, l’Unione Europea stabilisce un tetto massimo di emissioni, cioè la quantità massima di CO2 che può essere emessa nell’arco di un anno, per alcuni settori e centrali elettriche. Il tetto massimo stabilito diminuisce di anno in anno affinché le aziende emettano sempre meno. Le aziende comprano le quote di emissioni, se superano quelle acquistate devono comprarne altre ma in caso contrario possono vendere quelle in eccesso. Quindi, secondo questo sistema, emettere CO2 ha un costo economico, sia per chi acquista le quote e sia per chi le vende. L’azienda che riesce a ridurre le proprie emissioni spende meno rispetto ad un’azienda che consuma di più comprando altre quote rispetto a quelle già acquistate.  Il mercato stabilisce il prezzo del carbonio e in caso di prezzi molto alti, le aziende che emettono di più hanno spese molto alte da affrontare. Ragionando in questa direzione, inizierebbero a convenire altri tipi di investimenti, quelli per le tecnologie energetiche sicure e innovative.

L’ETS2 amplia questo sistema e infatti è destinato anche a nuovi settori: edifici, trasporti su strada e piccole industrie che prima non erano soggetti all’ETS. Mettendo un prezzo sul carbonio, anche questi settori sono “costretti” compare le quote, la spesa  produrrebbe una riduzione delle loro emissioni.  Sarebbe dovuto entrare in vigore entro il 2027 ma la sua attuazione è stata spostata al 2028.

 

 

Leggi anche

Lascia un Commento

Questo sito web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Continuando la navigazione intenderemo che tu sia d'accordo, ma puoi annullare l'iscrizione se lo desideri. Accetta