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Biodiversità: questa sconosciuta!

da Maria Chiara Langella
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Biodiversità (1)

Quello di oggi sarà un viaggio diverso dal solito: parleremo di biodiversità, del suo significato, e descriveremo le diverse definizioni associate a questo termine.

Prima di iniziare, vi proponiamo un piccolo gioco. L’articolo è suddiviso in paragrafi e ognuno di essi si apre con una domanda, alla quale verrà data una risposta nel testo che segue. Prima di continuare la lettura, fermatevi un momento dopo aver letto la domanda e provate a formulare la vostra risposta. Proseguendo, potrete confrontarla con quella proposta e verificare quanto coincide con la vostra intuizione.

Inoltre, questo viaggio speciale sarà accompagnato da fotografie che mettono in risalto la straordinaria bellezza e la ricchezza cromatica dei diversi organismi.

Foto 1. Orango del Borneo.

Definizion(i) e numeri

Cosa si intende per Biodiversità?

Per “Biodiversità”, o “diversità biologica”, si intende la variabilità tra gli organismi viventi provenienti da tutte le fonti, compresi, tra l’altro, gli ecosistemi terrestri, marini e altri ecosistemi acquatici, e i complessi ecologici di cui fanno parte. Ciò include la diversità all’interno delle specie, tra le specie, e degli ecosistemi. Questa definizione è stata fornita dalla Convention on Biological Diversity, che è stata firmata da 150 leader governativi al Summit della Terra di Rio nel 1992, ed è dedicata alla promozione dello sviluppo sostenibile.

La Convention riconosce che la diversità biologica non riguarda solo piante, animali, microorganismi ed i loro ecosistemi, ma riguarda che la persone ed il nostro bisogno di sicurezza alimentare, di medicinali, di aria e acqua salubri, di riparo e di un ambiente pulito e sano nel quale vivere (https://www.cbd.int/convention). La biodiversità può essere misurata a vari livelli, dal microscopico al macroscopico: per esempio, variabilità genetica, diversità delle specie, diversità degli ecosistemi e diversità filogenetica (Faith 1992).

Per variabilità genetica, si intende la variazione dei geni (regioni di DNA) all’interno di una specie, che consente alle popolazioni di adattarsi ai cambiamenti ambientali. La diversità delle specie è rappresentata dal numero e dall’abbondanza di specie diverse in una particolare area. Inoltre, per diversità degli ecosistemi si intende varietà di habitat, comunità biologiche e processi ecologici (National Museum of Natural History). Infine, la diversità filogenetica è un indicatore che tiene conto delle distanze evolutive tra le specie e, in altri termini, aiuta a comprendere e a descrivere quanto sono diverse evolutivamente le specie.

Foto 2. Volpe artica (Vulpes lagopus).

 Quante specie esistono?

La classificazione delle specie (l’assegnazione delle specie a phylum, classe, ordine, famiglia e genere) segue uno schema coerente da cui è stato stimato il numero totale di specie in un gruppo tassonomico: ~8,7 milioni (± 1,3 milioni) di specie eucariotiche a livello globale, di cui ~2,2 milioni (± 0,18 milioni) sono marine (Mora et al. 2011).  Secondo la Convention on Biological Diversity, una stima più ampia suggerisce che il numero totale di specie sulla Terra potrebbe raggiungere ~14 milioni, considerando anche i gruppi poco studiati.

Alcuni studi recenti evidenziano, inoltre, che alcune stime che tengono conto delle specie “criptiche”, cioè specie morfologicamente simili ad altre ma geneticamente distinte, suggeriscono un intervallo che può superare un miliardo di specie, includendo i microrganismi (Li & Wiens 2023).

Foto 3. Farfalle monarche (Danaus plexippus).

Occuparci e preoccuparci di biodiversità

Perché dobbiamo preoccuparci della biodiversità?

Charles Elton, zoologo ed ecologo inglese, vissuto nel secolo scorso, spiegò nel suo libro The Ecology of Invasion by Animals and Plants (1958), che ci sono diversi argomenti principali, ripresi poi dalla professoressa Anne Elizabeth Magurran (Università di St. Andrews, UK), a favore della conservazione della biodiversità:

  1. altre specie hanno il diritto di esistere sul pianeta e quindi sarebbe immorale intraprendere azioni che potrebbero causarne l’estinzione;
  2. la biodiversità  ha in sé un valore estetico: gli esseri viventi nutrono un bisogno profondo di vivere in un ambiente favorevole;
  3. la biodiversità è alla base di molti beni e servizi da cui dipendiamo (ad esempio, le foreste pluviali immagazzinano carbonio che altrimenti verrebbe rilasciato in atmosfera).

Conclusioni

In conclusione, la biodiversità va riconosciuta come un valore in sé, espressione della ricchezza della vita sulla Terra, la cui tutela è fondamentale non solo per il benessere umano, ma anche per il rispetto degli equilibri naturali e del diritto di ogni specie ad esistere.

Se volete recuperare i precedenti viaggi di MIND, potete trovare gli articoli nell’archivio di FondaliCampania, a questo link. Stay tuned!

Fonti

Faith, D. P. (1992). Conservation evaluation and phylogenetic diversity. Biological conservation61(1), 1-10.

Mora, C., Tittensor, D. P., Adl, S., Simpson, A. G., & Worm, B. (2011). How many species are there on Earth and in the ocean?. PLoS biology9(8), e1001127.

Li, X., & Wiens, J. J. (2023). Estimating global biodiversity: the role of cryptic insect species. Systematic Biology72(2), 391-403.

Foto 1 da © naturepl.com / Edwin Giesbers / WWF-Canon 

Foto 2 da © Shutterstock / Andrew Astbury

Foto 3 da © naturepl.com / Ingo Arndt / WWF

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