Se ne discuteva da anni e finalmente la buna notizia è arrivata, la commissione Ambiente della Camera il 4 agosto 2026, ha approvato il testo licenziato dal Senato, ora si attende la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale prima di intraprendere le misure a norma di legge.
Come sottolinea il Ministero dell’ambiente : “Questo tassello va a completare e saldare la protezione dell’intero Golfo di Napoli, unendosi a realtà come il Regno di Nettuno (Ischia e Procida) e i parchi sommersi di Baia e Gaiola, e l’Amp Punta Campanella”.
La separazione normativa da Punta Campanella
Dal punto di vista normativo, il provvedimento interviene sull’articolo 36 della legge quadro 394/1991, separando definitivamente Capri da Punta Campanella. Le due aree, infatti, erano finora accorpate in un’unica “area di reperimento”, una sorta di classificazione provvisoria in attesa di istituzione formale. Da oggi Capri diventa un’area autonoma, con un proprio percorso gestionale indipendente da quello della Penisola Sorrentina — un passaggio tecnico ma sostanziale, perché consente di calibrare regole e livelli di tutela sulle specificità dell’isola, senza doverle mediare con un territorio diverso per caratteristiche ambientali e turistiche.
Prossimi Passi
La legge assegna al Ministero dell’Ambiente di cui Lavinia Mennuni, senatrice, è la prima firmataria del disegno di legge, affida un termine massimo di sei mesi per completare l’istruttoria tecnica, definire la perimetrazione esatta delle zone (con i relativi livelli di tutela A, B e C) e rendere pienamente operativo il nuovo parco marino.
Un passo avanti relativo alla salvaguardia della fauna e flora marina ma soprattutto si auspica che il contributo della neo Amp Isola di Capri, possa limitare il turismo selvaggio che in alcuni mesi dell’anno rappresenta uno dei principali problemi dell’isola.È previsto inoltre un incremento dell’autorizzazione di spesa di 300.000 euro l’anno a decorrere dal 2027, destinato alla gestione dell’area.
L’ area marina protetta Isola di Capri, è un traguardo importante frutto di anni di impegno da parte delle istituzioni , infatti nel tempo soni intervenute diverse figure a supporto di tale iniziativa fra questi il l’onorevole Sergio Costa, che in passato intervenne con forza allo scopo di ottenere il riconoscimento tanto atteso dall’isola di Capri.
Va ricordato anche il ruolo di Marevivo, che su questo dossier lavora da oltre quarant’anni: l’associazione ha accolto con favore l’approvazione, ma ha contestualmente lanciato un appello sulla riduzione del 23% dei fondi destinati a Parchi Nazionali, Riserve Naturali e Aree Marine Protette — un segnale che, anche tra chi ha spinto per la legge, l’entusiasmo non è privo di cautele sulle risorse necessarie a farla funzionare davvero.
L’AMP Isola di Capri e il dialogo con le associazioni
Resta soltanto da comprendere come le istituzioni intendano coinvolgere gli stakeholder e le associazioni ambientaliste dell’isola, che a nostro avviso rappresentano il ponte fra i limiti imposti dalla legge e le esigenze degli isolani.
Le Aree Marine Protette sono uno strumento di difesa del territorio, ma per evitare l’errore di trasformarle in elementi repressivi che limitano la libera fruizione degli spazi comuni, si auspica un tavolo tra istituzioni e associazioni del territorio essenziale per dare forza al progetto di tutela, in linea con i target europei di conservazione al 2030.
Il dialogo con le varie forze del territorio fu chiesto già diversi anni fa, come testimonia l’intervista al presidente dell’associazione L’Amo di Capri, Massimiliano Valente, portavoce del “Tavolo del Mare”, che comprende diverse associazioni pronte a sostenere il progetto dell’AMP Isola di Capri.
Auguri e ambizioni comuni
In conclusione, gli isolani e i cittadini del Golfo di Napoli sono certamente felici che il mare venga preservato, ma attenzione a non confondere il concetto di preservazione delle risorse con quello di privatizzazione.
Per questo ci auguriamo che gli stakeholder vengano coinvolti fin dalle prime fasi di questo nuovo percorso di tutela ambientale.
I principali custodi della biodiversità devono essere i cittadini: per questo motivo il coinvolgimento è fondamentale se si vuole garantire continuità e coerenza al progetto.
Davide De Stefano è attivista presso l’associazione Fondalicampania Aps, dove riveste il ruolo di Presidente. “Passione e competenza sono la base di un percorso associativo sano e produttivo. Dedicare parte del nostro tempo alla cura del bene comune è fondamentale per promuovere una crescita collettiva e tutelare la nostra salute. Il rispetto delle idee altrui nasce dalla consapevolezza che apparteniamo tutti a un’unica grande Tribù Globale. Cooperare, dunque, è uno strumento essenziale per proteggere l’ecosistema di cui facciamo parte.”

