Programmare le attività future partendo dai bisogni reali della cittadinanza: è questo il filo conduttore che ha guidato l’incontro da cui è nato il Punto Lettura Ambientale, uno spazio pensato come luogo di ascolto, confronto e progettazione condivisa.
Un’iniziativa che guarda oltre i confini locali e abbraccia un territorio ampio, dall’area vesuviana fino a Napoli e alla zona costiera. Un’area unita da un legame profondo e spesso sottovalutato: quello tra Vesuvio e mare, connessi non solo dal punto di vista geografico, ma anche ambientale. I rifiuti che arrivano in mare, infatti, non provengono più soltanto dalle correnti marine, ma sempre più spesso scendono dalla terraferma, dal Vesuvio verso la costa. Un dato che impone una visione integrata e nuove responsabilità.

Il presidente dell associazione Let’s do it Italy , Vincenzo Capasso, introduce il progetto :
“L’inaugurazione del Punto Lettura rappresenta anche una risposta culturale a un’esigenza sempre più evidente: riportare la lettura al centro della vita comunitaria, come strumento di consapevolezza, crescita e partecipazione. Pur non occupandosi direttamente di promozione della lettura, il polo promotore ha scelto di attivare una rete di associazioni culturali e ambientali, dando vita a una progettualità condivisa che mette insieme libri, educazione e tutela dell’ambiente.
Il Punto Lettura si inserisce nel progetto “Cantieri di Raising”, finanziato dalla Fondazione Con il Sud, che coinvolge numerose realtà territoriali. Un progetto che non si limita alla lettura, ma punta a riscoprire il valore del volontariato come esperienza positiva, capace di restituire senso, dignità e bellezza all’impegno civico, soprattutto tra i giovani e nelle scuole.”

L’intervento dell’ Onorevole Sergio Costa: «L’educazione ambientale è una scelta politica»
A rafforzare il valore dell’iniziativa è stato l’intervento dell’ Onorevole Sergio Costa, che ha offerto una riflessione ampia e netta sul ruolo della politica nella tutela dell’ambiente.
Costa ha ricordato come il Trattato globale sugli oceani, che entrerà in vigore a livello internazionale, sia stato firmato da 81 Paesi nel mondo , mentre l’Italia non lo ha ancora ratificato. Un’assenza che pesa, soprattutto considerando che quel trattato nasce dalla strategia europea per la biodiversità, di cui Costa è stato capofila quando era Ministro dell’Ambiente, con l’obiettivo di tutelare almeno il 30% dei mari attraverso aree marine protette.
Secondo Costa, la mancata adesione italiana è anche il frutto di una scelta politica sbagliata: aver separato la tutela del mare dalle politiche ambientali, affidandola a un Ministero del Mare accorpato alla Protezione Civile. «Il mare non va gestito come un’emergenza — ha sottolineato — ma come patrimonio di biodiversità da valorizzare e proteggere».
In questo contesto, iniziative come il Punto Lettura Ambientale assumono un valore ancora più forte: diventano strumenti di stimolo dal basso, capaci di colmare i vuoti lasciati dalle istituzioni nazionali.
Da vicepresidente della Camera dei Deputati, Sergio Costa ha spiegato di aver voluto donare una sezione ambientale di libri al polo della sostenibilità, così come ad altri quartieri complessi di Napoli, come Barra-Ponticelli e la Sanità. L’obiettivo è chiaro: creare una rete di punti lettura ambientali, accessibili ai giovani ma anche agli adulti, per investire sull’educazione ambientale come fondamento del futuro.
Un percorso che trova oggi un importante alleato nella Fondazione Polis della Regione Campania, che ha manifestato la volontà di mettere in rete le esperienze già attive sul territorio, rafforzando un sistema di presìdi culturali diffusi.
Costa ha poi ricordato come la Legge “Salvamare” del 2020, da lui scritta, preveda l’obbligatorietà dell’educazione ambientale in tutte le scuole italiane, dalle elementari ai licei. Una legge esistente, a costo zero, ma ancora largamente inapplicata. «Questo dimostra — ha affermato — quanto lavoro ci sia ancora da fare e quanto sia fondamentale partire dalla società civile».
Fare rete per il bene comune
Nel suo intervento, il Ministro ha ribadito più volte che la tutela dell’ambiente è una scelta politica nel senso più alto del termine, non elettorale, ma legata alla gestione del bene comune. In un contesto globale in cui grandi Stati si allontanano dalle politiche ambientali e dagli organismi internazionali, il ruolo delle comunità locali diventa decisivo.
«Dobbiamo farlo per le giovani generazioni — ha concluso Costa — perché rischiano di ereditare un pianeta peggiore di quello che abbiamo conosciuto». Per questo ha messo a disposizione il proprio ruolo istituzionale per sostenere la crescita della rete, invitando associazioni, cittadini e istituzioni a camminare insieme.
Il Punto Lettura Ambientale nasce così non solo come spazio culturale, ma come cellula attiva di cambiamento, capace di trasformare la lettura, il volontariato e l’educazione ambientale in strumenti concreti di cittadinanza e futuro.
Numerose le associazioni del territorio erano presenti all’incontro che si è tenuto presso la sede del Polo della sostenibilità ambientale a San Sebastiano al Vesuvio.
Assieme per resistere all’abbandono dell’ambiente
La sinergia operativa fra le varie forze del territorio è l’antidoto contro il decadimento culturale che favorisce l’abbandono delle politiche internazionali a tutela dell’ambiente .
L’ambiente non è più all’ordine del giorno degli Stati Uniti d’America e di altri paesi che hanno compromesso gli accordi globali sul clima, pertanto spetta a noi cittadini il compito d’impugnare tutti gli strumenti possibili per riportare la salute ambientale al centro del discorso politico e garantire la difesa della biodiversità e delle future generazioni.
Davide De Stefano è attivista presso l’associazione Fondalicampania Aps, dove riveste il ruolo di Presidente. “Passione e competenza sono la base di un percorso associativo sano e produttivo. Dedicare parte del nostro tempo alla cura del bene comune è fondamentale per promuovere una crescita collettiva e tutelare la nostra salute. Il rispetto delle idee altrui nasce dalla consapevolezza che apparteniamo tutti a un’unica grande Tribù Globale. Cooperare, dunque, è uno strumento essenziale per proteggere l’ecosistema di cui facciamo parte.”

