Ciclone Harry Mediterraneo : circolano sulla rete immagini del disastro ambientale che si è consumato longo le coste meridionali d’Italia, l’ISPRA ha registrato onde di 15 metri e gli analisti non avevano previsto un evento di tale portata.
Il mondo sta cambiando, questo è risaputo e soltanto chi è accecato da interessi politici personali può non rendersene conto.
Come si formano gli uragani ?
Il Ciclone Harry si è formato nel Mediterraneo centrale tra Algeria e Tunisia e ha portato vento molto forte, piogge torrenziali e onde altissime soprattutto in Sicilia, Calabria e Sardegna.
I cicloni si formano quando una vasta area di bassa pressione comincia ad organizzarsi nell’atmosfera. Tutto parte da un forte contrasto tra masse d’aria diverse: aria calda e umida che tende a salire e aria più fredda che scende o scorre sopra di essa. Quando l’aria calda sale, la pressione al suolo diminuisce e l’aria circostante viene richiamata verso il centro. A causa della rotazione della Terra, questo movimento non avviene in linea retta ma inizia a girare, creando una circolazione spiraliforme.

Man mano che l’aria continua a salire, il vapore acqueo si condensa formando nubi e piogge, liberando energia che alimenta ulteriormente il sistema. Se le condizioni restano favorevoli – cioè se c’è abbastanza energia, umidità e una buona struttura dei venti – il ciclone si intensifica, con venti sempre più forti e precipitazioni abbondanti. Nei mari caldi può assumere caratteristiche simili a quelle di un uragano, mentre alle nostre latitudini, come nel Mediterraneo, nasce spesso dall’incontro tra aria fredda in quota e mare ancora caldo, dando origine ai cosiddetti cicloni mediterranei.
Cosa possiamo fare per difenderci?
Intanto ammettere che ci sia un problema sarebbe opportuno e favorirebbe il percorso che porta alla soluzione. Purtroppo negli ultimi tempi stiamo assistendo ad una brusca frenata dei Governi , sopratutto da parte degli Stati Uniti d’America , nei confronti delle tematiche legate al Cambiamento Climatico.
Il ronzio negazionista non accenna ad arrestarsi, anche perche favorito da una stampa mondiale asservita ai poteri forti , motivo per il quale certe tematiche non vengono affrontate con l’attenzione e la competenza che meriterebbero.
Cosa possono fare i cittadini ?
Il ruolo dei cittadini è fondamentale, intanto perche grazie alle immagini divulgate tramite social, abbiamo avuto contezza dei danni che il Ciclone sta provocando.
L’attivazione dei cittadini nella cura del bene comune è uno strumento fondamentale per contrastare la scarsità di informazioni sui fenomeni climatici. Quando le persone partecipano direttamente al monitoraggio del territorio, del mare e dell’ambiente in cui vivono, non sono più semplici spettatori, ma diventano produttori di conoscenza. Questa partecipazione genera dati, osservazioni, esperienze concrete che colmano i vuoti informativi e rendono i cambiamenti climatici visibili, misurabili e difficili da ignorare.
La pressione positiva sui governi
Una cittadinanza attiva e informata rafforza il dibattito pubblico e crea pressione positiva sulle istituzioni. I governi, messi di fronte a comunità consapevoli e coinvolte, trovano meno spazio per l’inazione e più motivi per orientare le proprie scelte verso politiche ambientali efficaci e responsabili. In questo senso, la partecipazione non è solo un atto di tutela, ma un vero strumento di democrazia ambientale capace di indirizzare le decisioni politiche verso la giusta via.
Siamo vicini alle vittime del ciclone Harry
I danni causati dal Ciclone in Calabria Sicilia e Sardegna sono ancora da vagliare, tuttavia le immagini che giungono a noi rappresentano un quadro avvilente che lascia poco spazio all’ottimismo. Ci aspettiamo una risposta concreta all’emergenza climatica sopratutto da parte del Governo Italiano, che ad oggi non ha ancora esplicitato una chiara strategia di assistenza e recupero.
Il percorso di adattamento ai nuovi standard Climatici non è semplice ma se si voltano le spalle all’evidenza diventa impossibile e alla fine l’itero sistema geo politico globale puo’ subire gravi ripercussioni .
Oggi è capitato ai nostri cugini del Sud ma domani è certo che capiterà anche altrove, sarebbe a dir poco ingenuo pensare di essere immuni e al sicuro dai Cambiamenti climatici, tali fenomeni coinvolgono l’intero ecosistema ad ogni latitudine, l’unica strada percorribile è la sinergia operativa e una visione sistemica per affrontare con decisione tali difficoltà.
Foto anteprima: Ragusa New
Davide De Stefano è attivista presso l’associazione Fondalicampania Aps, dove riveste il ruolo di Presidente. “Passione e competenza sono la base di un percorso associativo sano e produttivo. Dedicare parte del nostro tempo alla cura del bene comune è fondamentale per promuovere una crescita collettiva e tutelare la nostra salute. Il rispetto delle idee altrui nasce dalla consapevolezza che apparteniamo tutti a un’unica grande Tribù Globale. Cooperare, dunque, è uno strumento essenziale per proteggere l’ecosistema di cui facciamo parte.”

