Home Attualità Ombre su Bagnoli, colpevoli perdonati e “premiati”

Ombre su Bagnoli, colpevoli perdonati e “premiati”

da Simone Cerciello
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Bagnoli-Manfredi

Bagnoli, un lembo di terra potenzialmente meraviglioso, venduto e svenduto alla bruttezza e al grigiore degli impianti siderurgici. Dall’ormai lontano 1986 questa porzione dell’area flegrea è ufficialmente entrata a far parte dei 42 Siti di Interesse Nazionale (SIN) da risanare, ma cosa è cambiato?

L’occasione per rigenerare e recuperare quel territorio si era finalmente resa concreta a partire da quel momento, i cittadini stavano per riottenere il proprio mare, la propria terra, peccato che a distanza di 40 anni solo il 6% dell’intera area è stata realmente bonificata.

La svolta Manfredi per Bagnoli

Nell’ultimo decennio la Citta Metropolitana di Napoli, complici anche le pagine di storia sportiva scritte e un’evoluzione del tessuto socio-commerciale, è di fatto diventata una delle mete più ricercate per il turismo e non solo. Non è un caso dunque che anche la prossima America’s Cup si svolgerà all’ombra del Vesuvio e non è da escludere che nei prossimi anni altri eventi mondiali possano finalmente approdare nella città partenopea.

Tutta questa attenzione mediatica, insieme alle instancabili battaglie delle associazioni, ha anche però rispolverato  il “problema Bagnoli” e riacceso quella volontà, inspiegabilmente assopita, di bonificare l’area dell’ex Italsider. Dal 2021 dunque l’attuale sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, per tal motivo, rappresenta anche il Commissario Straordinario per la bonifica ambientale di Bagnoli-Coroglio.

Nonostante ciò, a distanza di 5 anni, le operazioni procedono ancora piuttosto a rilento e non poche sono le lamentele dei comitati in merito a promesse mancate e scelte controverse, così come paradossalmente continuano a persistete delle tensioni tra le istituzioni.

A peggiorare le cose, in queste ore, è arrivata anche l’inchiesta di Report: ora il polverone mediatico, e non solo, è dietro l’angolo.

I colpevoli vengono puniti? No, i colpevoli vengono premiati!

L’inchiesta andata in onda sulle frequenze di Rai 3 ha fatto emergere diversi interrogativi e ombre sull’attuale gestione del sindaco di Napoli e sulle componenti che starebbero collaborando per la riqualificazione dell’area occidentale. Ma andiamo con ordine.

Sotto la gestione Manfredi il Comune rileva l’intera superficie dell’ex Cementir senza andare ad esplicare quelli che sono i costi.  Poco dopo, per la gestione di questa, viene avviata una gara pubblica da circa 269 milioni di euro. Qui il nodo cruciale dell’inchiesta.

Il bando viene infatti vinto da Greenthesis S.p.A. , un agglomerato di imprese che include, tra le tante, anche Vianini Lavori S.p.A, società appartenete al Gruppo Caltagirone. Qual’ è il problema? Nessuno, se non fosse che il Gruppo era  già il proprietario dell’area prima dell’acquisizione comunale, nonché dunque responsabile del disastro ambientale che “sopravvive” (e porta morte) nell’area occidentale di Napoli.

Il paradosso e l’attacco di De Magistris

Il paradosso diventa dunque realtà: i colpevoli non solo non vengono puniti, ma addirittura beneficiano ora di fondi pubblici per “riparare” un danno vecchio di oltre 40 anni, ma non finisce qui. Sempre secondo Report, ulteriori dubbi risiederebbero anche nel cambio di paradigma previsto per Bagnoli. La colmata infatti non verrà più rimossa, bensì coperta e messa in sicurezza tramite appositi teloni. Ergo: i cittadini non recupereranno mai la propria costa e otterranno in dotazione un ecomostro permanente.

L’ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris ha infine tuonato a tal proposito sui social: “Da Sindaco feci l’ordinanza ‘Chi inquina paga’ e Manfredi l’ha trasformata in ‘chi inquina non paga‘.

Che sia l’ennesimo sogno disilluso per Bagnoli? Solo il tempo lo dirà ai cittadini…

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