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Balenottera morta a Napoli, non è un caso isolato, altri episodi negli anni nel Golfo

da Davide De Stefano
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Morta la balenottera comune che era stata ritrovata nei giorni scorsi nel porto di Napoli, l ‘Istituto Zooprofilattico procederà a stabilire  le cause del decesso. Purtroppo tali accadimenti non sono insoliti nel Golfo di Napoli .

Negli ultimi anni il Golfo di Napoli e le acque della Campania sono stati sempre più spesso teatro di avvistamenti ma anche di spiaggiamenti e ritrovamenti di grandi cetacei. Tra questi, la balenottera rappresenta una delle specie più affascinanti e allo stesso tempo più vulnerabili del Mediterraneo. Gli eventi documentati nel tempo permettono di tracciare un quadro complesso, in cui fattori naturali, pressioni antropiche e condizioni ambientali si intrecciano.

Uno degli episodi più datati riguarda il ritrovamento avvenuto nell’aprile 2016 al largo di Seiano, quando fu segnalata la presenza di una balena morta in mare. L’animale, lungo circa 5-6 metri e del peso di circa 2 tonnellate, risultava deceduto da alcuni giorni e fu necessario l’intervento di mezzi meccanici per la rimozione e il trasferimento presso una struttura idonea agli accertamenti sanitari.

Eventi di questo tipo mostrano come anche i grandi mammiferi marini possano trovarsi improvvisamente in difficoltà in ecosistemi fortemente antropizzati come quelli costieri campani. Le cause possono essere molteplici: malattie, collisioni con imbarcazioni, stress ambientale o indebolimento legato all’inquinamento e alla presenza di contaminanti lungo la catena alimentare.

Nel corso degli anni si sono registrati diversi episodi analoghi lungo le coste campane, segno che la presenza di grandi cetacei nel Tirreno non è così rara come spesso si pensa. Tuttavia, la frequenza dei ritrovamenti di animali morti pone interrogativi importanti sullo stato di salute dell’ecosistema marino e sull’impatto delle attività umane.

Principali ritrovamenti di balene e grandi cetacei nel Golfo di Napoli e lungo le coste campane negli anni

2016 — Ritrovamento di una balena morta al largo di Seiano (Penisola Sorrentina).
2016 — Segnalazione di una carcassa di balena spiaggiata nella zona di Ischitella, Castel Volturno.
2021 — Rinvenimento di un grande esemplare di circa 23,5 metri nella penisola sorrentina.
2024 — Spiaggiamento di una balenottera nell’area di Capri con possibile causa patologica (parassitosi).
2026 — Ritrovamento di una balenottera nelle acque portuali Napoli febbraio 2026.

Questi eventi riportano l’attenzione su uno dei principali rischi per i cetacei nel Mediterraneo: il traffico marittimo. Le collisioni rappresentano una minaccia concreta, ma non l’unica. L’inquinamento acustico interferisce con la comunicazione degli animali, mentre microplastiche e contaminanti possono accumularsi nei tessuti attraverso la catena alimentare, contribuendo a indebolire gli organismi.

Il valore della citizen science

Accanto agli episodi negativi, esistono però anche segnali positivi legati al monitoraggio scientifico e alla crescente sensibilità ambientale. Le segnalazioni dei cittadini, il lavoro delle associazioni e le tecnologie di osservazione stanno contribuendo a costruire una conoscenza più approfondita della presenza dei cetacei nel Mediterraneo.

Le balene non sono soltanto simboli della biodiversità marina, ma veri indicatori dello stato di salute degli ecosistemi. Comprendere le cause dei loro decessi significa acquisire informazioni preziose per proteggere il mare nel suo complesso. Ogni ritrovamento racconta una storia, e ascoltarla può aiutarci a prevenire eventi futuri e a rafforzare le politiche di tutela del Mediterraneo.

fonte foto anteprima: Teleischia

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