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Caravella portoghese: quando l’unione fa la forza

da Maria Chiara Langella
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caravella portoghese

Il viaggio di MIND alla scoperta della biodiversità nascosta nelle acque dolci e nei mari che bagnano le nostre coste, continua permettendoci di conoscere un organismo “alieno” che è stato avvistato lungo le coste del mar Mediterraneo! Infatti, una Caravella portoghese è stata avvistata nello stretto di Messina, un organismo costituito da numerosi individui, tipico delle acque tropicali e subtropicali dell’Atlantico. Scopriamo insieme chi è davvero la Caravella portoghese!

La caravella portoghese: origine del nome e descrizione

La caravella portoghese, nome comune della specie Physalia physalis, è un celenterato marino, invertebrato dotato di tentacolo e di corpo molle. Sebbene, per il suo aspetto, viene spesso scambiato per una medusa, in realtà questo animale è un sifonoforo. I sifonofori sono colonie di zooidi specializzati che mostrano una spiccata differenziazione morfologica e funzionale. Il nome caravella portoghese deriva dall’aspetto dell’organismo galleggiante (figura 1) che ricorda proprio una caravella.

Figura 1: Physalia physalis.

La specie Physalia physalis è composta da quattro tipi di polipi. Il polipo che consente all’animale di galleggiare si chiama pneumatoforo, caratterizzato da una tipica forma a sacca che rappresenta la “vela” della caravella. Questo individuo può generare autonomamente gas oppure prelevarli dall’atmosfera; la miscela di gas contenuta nella sacca è composta da: monossido e biossido di carbonio, azoto, ossigeno ed argon. Lo pneumatoforo galleggia sospinto dal vento: in giornate di vento favorevole, possono percorrere tra i 15 ed i 28 chilometri al giorno. La “vela” è dotata di un sifone che può sgonfiarsi ed immergersi per periodi brevi e definiti, in caso di aggressione da parte di predatori dalla superficie.

Al di sotto della “vela”, si trovano i tentacoli, che possono raggiungere la lunghezza di 50 metri. Tali tentacoli sono fortemente urticanti e sono costituiti da dattilozoidi, che ricercano e catturano le prede dirigendole verso i gastrozoidi, deputati alla digestione delle prede. I gonozoidi, infine, sono gli individui che si occupano della riproduzione.

Le prede della caravella portoghese sono, generalmente, pesci ed organismi piccoli e plancton. I tentacoli sono dotati di nematocisti, capsule urticanti, che contengono differenti tipi di veleno. Anche gli organismi di caravella morti oppure i tentacoli staccati dal resto del corpo, rimangono pericolosi per giorni.

Caravella portoghese nello stretto di Messina

La caravella portoghese è tipica delle aree tropicali e subtropicali dell’oceano Atlantico. Pertanto, la sua presenza nel mar Mediterraneo è insolita. Correnti dello stretto di Gibilterra, in concomitanza con venti occidentali favorevoli, hanno permesso il suo viaggio nel mar Mediterraneo ed il suo approdo sulle coste della Calabria. Contemporaneamente al rinvenimento della caravella, è stato rinvenuto un altro organismo sifonoforo galleggiante, chiamato Velella velella (figura 2).

Figura 2. Velella velella.

Conclusioni

Questa puntata di MIND dedicata ad un “alieno” delle nostre acque, termina qui! Il viaggio di oggi ci ha permesso di capire come i mari che bagnano la nostra penisola siano parte di un sistema climatico complesso ed in continuo cambiamento. La variazioni di temperatura e delle correnti marine permettono infatti a molte specie di spostarsi dal proprio habitat naturale, raggiungendo nuove coste. Questi movimenti possono modificare l’equilibrio dei sistemi marini, introducendo nuove interazioni tra le specie e trasformando gradualmente la biodiversità delle nostre acque.

Se vuoi recuperare la precedente puntata di MIND, puoi trovarla qui! E se vuoi fare un piccolo ripasso del concetto di biodiversità, clicca qui!

Alla prossima! Stay tuned!

Fonti:

Figure da Physalia physalis Velella velella

C’è un alieno tropicale nello stretto di Messina di Germana Carillo

 

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