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La Lumaca vampiro è il “Mollusco Internazionale dell’Anno 2026”

da Anastasia Solazzo
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Lumaca vampiro

La lumaca vampiro Cumia intertexta – unico partecipante proveniente dal Mediterraneo – è stata nominata “Mollusco Internazionale dell’Anno 2026” tramite votazione online nella competizione scientifica promossa dal Senckenberg Research Institute, dal Natural History Museum di Francoforte e dall’Unitas Malacologica. Il premio per la vittoria è il sequenziamento del genoma della specie che ci dirà molto sul suo stile di vita!

Cumia intertexta: la lumaca vampiro del Mediterraneo

La lumaca vampiro è un piccolo gasteropode di lunghezza tra i 2 e i 3 centimetri. È un mollusco ematofago così chiamato per la sua peculiare ecologia alimentare. Un olfatto particolarmente sviluppato gli consente di localizzare le sue prede, pesci di varie specie, che avvicina di notte mentre riposano sul fondale, per poi nutrirsi del loro sangue. Quando si avvicina al pesce, la lumaca si aggancia alla sua pelle tramite una proboscide flessibile dotata di denticoli in cima e molto più lunga della sua stessa conchiglia. Contemporaneamente la lumaca tramite la proboscide lacera la pelle per iniziare a cibarsi. Non uccide il pesce, ma lo lascia stordito fino al pasto successivo.

La Cumia è l’unico esemplare mediterraneo della famiglia delle Colubrariidae, che vivono principalmente in acque basse della fascia tropicale e subtropicale, nascoste sotto sassi, rocce. Come altre specie dello stesso gruppo – i neogasteropodi – la lumaca vampiro produce diverse tossine. Tra queste: proteine ad azione citolitica, che possono distruggere una cellula tramite rottura della membrana cellulare; enzimi che aumentano la pressione sanguigna del pesce spingendo il sangue direttamente nell’apparato digerente della Cumia; neurotossine che anestetizzano il pesce;  sostanze anticoagulanti e antiaggreganti che mantengono il sangue fluido.

La candidatura a Mollusco dell’Anno

La Cumia è stata candidata al concorso Mollusco Internazionale dell’Anno 2026 da un team italiano guidato dalla ricercatrice Maria Vittoria Modica della Stazione Zoologica Anton Dorhn e formato da Marco Oliviero dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Giulia Furfaro e Michele Solca dell’Università del Salento.

La candidatura è arrivata dopo il rinvenimento di una popolazione nelle acque costiere di Porto Cesareo, in provincia di Lecce, in Puglia.

I tre enti promotori della competizione hanno pertanto selezionato la Cumia intertexta tra decide di molluschi concorrenti provenienti da habitat di tutto il mondo, portandola tra i 5 finalisti insieme alla vongola “alata” Ephippodonta lunata, il verme mangia-rocce Lithoredo abatanica, la lumaca gigante che avviluppa le prede Triplofusus giganteus e la lumaca candida soprannominata “Biancaneve” ​Filicaulis seychellensis. 

Il trofeo: sequenziamento del genoma

Il ballottaggio finale è avvenuto tramite una call pubblica online chiusa il 26 aprile scorso a cui hanno risposto complessivamente 15.096 utenti. La lumaca vampiro ha ottenuto la vittoria grazie a 5506 voti, portando a casa il sequenziamento del genoma.

La conoscenza del genoma di questa specie è fondamentale ora per andare avanti con la ricerca sull’evoluzione e sulle abitudini del mollusco. Inoltre, potrà fornire informazioni sulla variabilità genetica alla base della produzione dei composti bioattivi (proteine ad azione citolitica, enzimi ipertensivi, neurotossine, anticoagulanti e antiaggreganti ecc).

Ulteriori scoperte su questi composti potrebbero essere motore di progresso della venomica, disciplina che studia i veleni e i sistemi veleniferi in natura. Esse aprirebbero a nuove possibilità di ricerca per l’applicabilità degli stessi composti sulla specie umana (bioprospecting). In particolare, quindi, la ricerca farmacologica otterrebbe un forte impulso dagli studi sugli anticoagulanti del veleno prodotto dalla Cumia intertexta. Una piccola vittoria, ma una grande possibilità per il futuro della ricerca!

 

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