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Il capodoglio (Physeter catodon)

da Davide De Stefano
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Il Capodoglio appartiene all’Ordine Cetacea, Sottordine Odontoceti, Famiglia Physeteridae. Gli Odontoceti sono i Cetacei che presentano come caratteristica principale la presenza dei denti. La rpima trattazione scientifica del Capodoglio fu fatta da Linneo, che lo descrisse nel Systema Naturae (1758, vol. 1 pag. 76). Esiste una lunga controversia, tra i sistematici, sul nome specifico: alcuni sostengono che sia corretto catodon(dai denti in basso), altri macrocephalus(dalla testa grossa).
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 Il motivo di questa controversia è che Linneo, nella stessa pagina del suo lavoro, elencò ben 4 specie di Capodoglio, corredando ogni specie con una descrizione piuttosto succinta e ambigua. Oggi, poiché sappiamo che di specie di Capodoglio ne esiste una soltanto, dobbiamo scegliere uno dei quattro nomi. P. macrocephalus, favorito da molti, secondo altri 8me compresa) mal si adatta al

Capodoglio per via della descrizione incongruente (fistula in cervice= sfiatatoio sul collo). Io concordo invece con chi sostiene che P. catodon sia la dizione da adottarsi, sia perché la descrizione fornita da Linneo è la più corretta (fistula in rostro= sfiatatoio sull’estremità del muso), sia perché è il primo che compare nell’elenco di Linneo. L’etimologia del nome scientifico è molto semplice: Physeter, dal greco physao(soffiare), catodon: dal greco cata (basso) e odon (dente), a indicare la presenza dei denti nella sola mandibola. Il nome comune, Capodoglio, deriva invece da “capo d’olio”, per la grande quantità di spermaceti, sostanza grassa, contenuta in uno speciale organo del capo. Parimenti, il nome comune inglese, sperm whale, è una contrazione di spermaceti whale. I primi balenieri erano convinti che questa massa cerosa fosse costituita dallo sperma del Capodoglio, e per questo motivo adottarono tale nome.

Il Capodoglio è il più grande Odontoceto al mondo: il maschio raggiunge un massimo di 18 metri e 57 tonnellate; la femmina, molto più piccola, arriva a 12,5 m e a 24 t di peso. La forma del capodoglio è inconfondibile. Il capo enorme, che da solo costituisce circa 1/3 dell’intera lunghezza dell’animale, presenta una tipica sagoma squadrata ed è troncata anteriormente. Lo sfiatatoio (con un unico orifizio come in tutti gli Odontoceti), di forma sigmoide, è situato all’estremità del rostro sulla sinistra, sul sommo di una leggera protuberanza. La mandibola è lunga e sottile, posta sotto al capo; quando è chiusa si incastra perfettamente al di sotto di esso, diventando invisibile. I denti sono ben cospicui solo nella mandibola, nei maschi più grandi possono raggiungere i 25-30 cm e pesare più di 500 g. Nella mascella superiore sono vestigiali e di rado erompono dalle gengive. La superficie del corpo, posteriormente al capo, presenta lievi corrugamenti ondulati e irregolari. La pinna dorsale è bassa, situata all’inizio del terzo posteriore; la cresta dorsale dietro alla pinna presenta una serie di gibbosità minori, digradanti verso la coda. Le pinne pettorali sono corte e allargate; la coda è molto larga (25-28% della LT), triangolare, con un marcato seno interlobare e con margine posteriore tipicamente rettilineo.
L’organo della spermaceti, certo il carattere anatomico più peculiare del Capodoglio, è una struttura allungata, subcilindrica, alloggiata nel bacino sopracraniale, che occupa gran parte del volume del capo enorme. É costituito da tessuto spugnoso imbevuto di spermaceti: una sostanza lipidica (cioè grassa) costituita esclusivamente da esteri cerosi e trigliceridi. Non c’è accordo sui cetologi sulla funzione dello spermaceti: alcuni sostengono che intervenga nella regolazione del galleggiamento, altri che sia utilizzato per l’ecolocalizzazione, altri ancora che intervenga in ausilio dell’apparato circolatorio, per assorbire l’eccesso di azoto nel corso delle prolungate apnee, oppure che venga utilizzato per produrre particolari suoni.
Il Capodoglio era oggetto di intensissima caccia già agli inizi dell’800, ma il suo “prodotto” più prezioso, l’ambra grigia, si poteva ottenere anche senza incontrare l’individuo. L’ambra grigia è una concrezione odorosissima, di consistenza cerosa (in cui sono spesso inglobati becchi di calamari), che si forma esclusivamente nell’intestino crasso di alcuni esemplari di Capodoglio (meno del 5%), in base a meccanismi ignoti e viene espulsa quando il Capodoglio rigurgita. Nonostante questa sgradevole origine, ogni volta che i balenieri trovavano un pezzetto di ambra grigia in mare, o lo estraevano da un esemplare appena ucciso, riempivano l’aria di urla di gioia, perché il reperto valeva tanto oro quanto pesava. In origine l’ambra grigia era utilizzata come rimedio in caso di cattiva digestione, convulsioni o altri malanni, poi divenne preziosa come fissativo dei profumi e nella fabbricazione dei cosmetici, al punto che i profumieri erano disposti a pagarla anche parecchio denaro. Di solito le concrezioni non superavano i 10 Kg di peso, ma abbiamo notizia di un ritrovamento di una massa di 635 kg, che fu trovato vicino alle coste della Nuova Zelanda da un baleniere inglese.
Per quanto riguarda la colorazione, il Capodoglio è grigio scuro uniforme, spesso con tonalità brunastre. Nella regione della bocca, la pelle è spesso biancastra e si ritiene che queste “cicatrici” siano da imputare alle leggendarie battaglie con i calamari giganti, che avverrebbero nelle profondità degli abissi. Si conoscono casi rari di esemplari albini (uno dei quali, battezzato Mocha Dick dai balenieri americani dell’800, fu ispiratore del romanzo di Melville).
Il Capodoglio in superficie non è un grande nuotatore. Normalmente in superficie il Capodoglio rimane immobile, rilassato e visibile, e respira con grande regolarità (5-6 soffi al minuto) per riprendersi dalla fatica dell’apnea. Esso infatti è in grado di immergersi per una durata superiore alle 2 ore e a profondità anche di 2000 m. (solo gli Zifidi possono competere col Capodoglio in fatto di prestazioni subacquee) e le immersioni serali sono in genere più lunghe di quelle diurne. Anche i Capodogli mostrano una tendenza stagionale a compiere migrazioni, sono tipicamente amanti delle acque profonde e si trovano non di rado in prossimità dei canyon sottomarini o comunque nelle zone dove il fondale scende scosceso.
Il repertorio vocale del capodoglio non è molto vario, consiste essenzialmente di una serie di suoni a impulsi, simili a click.
Per via della sua mole, pare che il Capodoglio sia pressoché immune dalla predazione, sono stati infatti provati solo attacchi provenienti dalle Orche.
In Italia è possibile avvistare i Capodogli in Mar ligure, a ponente di Corsica e Sardegna, intorno alla Sicilia, e a largo della Calabria.
Nel Red Data Book dell’IUCN è elencato nella categoria delle specie Vulnerabili.

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