Home Scienze Curiosità:conosciamo l’indole viaggiatrice dell’Anguilla a cura di Martina Di Vincenzo

Curiosità:conosciamo l’indole viaggiatrice dell’Anguilla a cura di Martina Di Vincenzo

da Davide De Stefano
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Ha la mascella inferiore più lunga di quella superiore e l’occhio è rotondo e piuttosto piccolo. Vive in acque salmastre o dolci ma si riproduce sempre in mare. In autunno, le anguille prossime alla maturità, partono per una lunga migrazione riproduttiva. Pare che la loro discesa dai fiumi al mare avvenga nelle notti senza luna. Una volta scese in acqua salata, le femmine iniziano la lunga corsa verso il Mar dei Sargassi, dove deporranno le uova e moriranno.
Da esse nasceranno piccole larve planctoniche trasparenti a forma di lama, dette leptocefali, che inizieranno il percorso di ritorno verso l’Europa sfruttando le correnti Atlantiche. Il viaggio dura circa tre anni. É oggetto di pesca e allevamento nelle lagune costiere (si possono allevare solo le forme giovanili proprio per il particolare ciclo riproduttivo). Le femmine di grosse dimensioni prendono il nome di capitone: era credenza comune pensare che consumarlo durante le festività natalizie allontanasse il male e ancora oggi viene consumato in diverse località italiane. Il sangue dell’anguilla contiene una particolare sostanza velenosa (ittiotossina) che può arrecare danno al nostro sistema nervoso. Questa tossina è termolabile, cioè basta la cottura perché la sua azione venga annullata.
Nel Red Data Book dell’IUCN è classificata tra le specie in pericolo critico.

a Cura di Martina di Vincenzo

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