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Vico Equense, La Grande Onda ingaggia la lotta contro i cancelli

da fondali_admin
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Con una nota ufficiale l’associazione Grande Onda, ha chiesto carezza in merito all’utilizzo dei cancelli in località Marina di Equa, che dal 2011 impediscono il libero accesso agi arenili.

Tali cancelli furono istallati con lo scopo di controllare il transito dei cittadini per ragione di sicurezza e risolvere un emergenza, in attesa di trovare una soluzione definitiva, ma dopo 10 anni sono ancora li. ad impedire la libera fruizione degli spazi demaniali.

L’associazione Grande Onda, da anni impegnata per la lotta contro i cancelli n penisola Sorrentina, è scesa di nuovo in campo a Vico Equense, dopo il successo della prima operazione di abbattimento in località Pozzano a Castellammare.

Da una nota della responsabile de La Grande Onda , Serena Pane, Si legge quanto segue:

 

“Riteniamo che questo provvedimento in vigore dal 2011 avrebbe dovuto rappresentare una misura temporanea, in attesa di mettere in campo attraverso specifica progettualità tutte quelle contromisure atte a garantire la sicurezza di quei luoghi pubblici, giudicati poco sicuri – afferma la presidente di Grande Onda Laura Cuomo – Con estremo rammarico dobbiamo però constatare che in nove anni, ovvero fino al 2020, le amministrazioni succedutesi non sono ricorse a nessuna progettualità per poter risolvere – a monte – le problematiche espresse in tali ordinanze.
In quanto alle ragioni di abbandono rifiuti e pulizia dell’arenile contenute dalle ordinanze in oggetto, si ricorda che la pulizia di spiagge e scogliere è un onere a carico dei concessionari e degli affidatari dei lidi e non dell’azienda di smaltimento rifiuti del Comune di pertinenza. Quindi il Comune di Vico Equense non ne ha nessun sovraccarico economico.
Le chiavi del cancello collocato presso Le Calcare, inoltre, da qualche anno sono state date in custodia ai titolari delle spiagge in affido: dopo l’orario di chiusura degli stessi, viene autorizzato l’ingresso ai soli avventori delle loro sopraggiunte attività di ristorazione serale, creando una vero e proprio atto discriminatorio.”

L’associazione, inoltre, sottolinea che, nonostante sia abbondantemente scaduta l’ordinanza di chiusura del cancello del Pezzolo al 15 novembre, ancora oggi resta inspiegabilmente chiuso.

 

Il legale Gerardo Spira, socio onorario dell’associazione La Grande Onda, ha ricordato che:

dal 2011 al 2020 il Sindaco del Comune di Vico Equense ha emesso ordinanze (n.288 a 135) con integrazioni e modificazioni, tese a interdire “temporaneamente l’accesso e la circolazione di persone e mezzi agli arenili delle spiagge delle Calcare, Pezzolo, e postali mediante istituzione di apposito divieto di accesso e la chiusura di cancelli all’uopo installati” (SIC).

Il periodo comprende i mesi da giugno a settembre. I motivi: “tutela della sicurezza e dell’igiene delle spiagge”. L’ordinanza n.127/ 2018 è stata emessa dopo apposita riunione con gli operatori balneari delle marine di Equa e di Vico. I cancelli sono stati installati a cura e spese della gestione di un arenile, con incarico di curare la chiusura e apertura dello stesso, secondo gli orari dei giorni fissati.

Nell’ordinanza non risultano richiamate relazioni o pareri istruttori e né risultano incontri con associazioni di cittadini o altre autorità competenti per territorio.

Il dispositivo appare emesso sotto la responsabilità solo dell’Autorità emanante. Come se il Sindaco avesse verificato, accertato, istruito e certificato quanto contenuto nella disposizione. La normativa richiamata a supporto dell’ordinanza risulta” il Codice della navigazione; il D.lgs. 267/2000; Il R.D n733/1931 ss,mm,e ii)
Orbene, senza voler minimamente mettere in discussione la responsabilità del potere che la legge riconosce all’Autorità locale in materia, riteniamo di dovere appuntare, sul caso di Vico Equense, qualche riflessione, come contributo di approfondimento, sulla base delle finalità volute dal legislatore in materia.

Lacune nell’ordinanza e l’invito a porvi rimedio

La normativa richiamata nelle ordinanze Sindacali, senza alcun riferimento specifico, appare generica e lacunosa. Infatti Il richiamato D.lgs. 267/2000, prevede e disciplina la materia agli artt. 50 e 54. L’articolato specifico per il Sindaco, è rivolto a porre rimedio urgente ed emergente in via temporanea, al fine di risolvere la problematica nel tempo successivo.
L’art.50, esteso alla sicurezza con la normativa di cui al D.L. n14/2017, convertito in legge n.48/2017, e l’art. 54 differiscono per le tipologie di intervento.

Il primo per ragioni igienico sanitarie e di sicurezza, il secondo per la qualità di ufficiale di governo, funzione questa sottoposta al controllo del Prefetto.

 

Purtroppo ormai per prassi consolidata sappiamo che difficilmente le altre autorità assumono iniziative se i provvedimenti non vengono contestati o impugnati. Purtroppo ad ogni piè sospinto si ricorre al potere di ordinanza, certi che soltanto in tal modo, si può risolvere il problema, almeno temporaneamente. Poi la deroga, per la mancata risoluzione, si ripete fino all’eccesso o abuso.

 

Infatti La proliferazione delle ordinanze extra ordine, oltre i limiti delle previsioni normative ha richiamato spesso l’attenzione della giurisprudenza la quale puntualmente ne ha chiarito e specificato limiti del potere, ambito di applicazione e valore temporale. Spesso le ordinanze vengono emesse con finalità, diverse dallo scopo della previsione normativa, perché particolarmente sensibili alla politica e per fini elettorali. In tal caso l’eccesso della disposizione può invadere e cadere in altri campi del diritto.

 

La suprema Core di Cassazione con la sentenza del 7 maggio 2020 ha confermato che non si può impedire l’accesso alla spiaggia e al demanio pubblico, anche nel caso di costituzione di servitù di pubblico passaggio. L’assunto conferma il principio.

 

La necessità e l’esigenza della P.A, pur disposta con ordinanza, non deve impedire alle forze dell’ordine di svolgere poteri di vigilanza e di controllo.

 

Le ordinanze del Comune di Vico Equense risultano ripetute dal 2011 al 2020 e sempre per il periodo estivo, e per gli stessi motivi, con qualche integrazione, senza alcuna specificazione delle ragioni della cadenza continua. I problemi igienico sanitari e di sicurezza compaiono sulle spiagge del predetto Comune con cadenza stagionale.

 

Orbene La giurisprudenza ha rimarcato la materia con diverse sentenze e tutte confermative dello stesso principio: “Le Ordinanze contingibili e urgenti sono provvedimenti, con contenuto straordinario, derogatorio soltanto per il tempo stabilito, di validità temporanea”. Il principio trova fondamento nella esigenza di consentire all’Autorità pubblica di reperire e dotarsi di strumenti per far fronte al verificarsi dell’evento eccezionale, strumenti tali da permettere di trovare le soluzioni alternative ordinarie offerte dall’ordinamento.

 

Il ripetersi dell’evento, rileva che l’amministratore non ha trovato la soluzione, peraltro non specificata nelle ordinanze dal 2011 al 2020. Il Tar Napoli con la sentenza n.5199 del 4 novembre 2019 ha dato un ulteriore contributo di chiarimento della materia.
A nostro avviso Il cancello di chiusura degli arenili installato a cura e spesa del privato, costituisce una grave limitazione del diritto del cittadino e delle stesse Autorità di controllo, in quanto l’autorizzazione di apertura e chiusura, affidata al privato, oltre a ridurre il carattere pubblico del bene, lo pone nella condizione di libera discrezionalità del privato.
Febbraio 2021
avv. Gerardo Spira

Aspettiamo la risposta delle istituzioni

 

Ora si attende la risposta del Sindaco del Comune di Vico Equense, Andrea Buonocore, intanto l’unica certezza è che in Campania l’accesso al mare sta diventando una problematica dalla rilevanza inquietante .

Purtroppo la Campania, secondo un report “spiagge 2019″di Legambiente, solo il 33 % delle spiagge è free ma la maggior parte di queste è impraticabile o troppo inquinata per esser frequentata da bagnanti.

Bisogna certamente voltare pagina, il diritto alla salute non può’ essere strozzato da una cattiva gestione degli spazi demaniali.

Purtroppo in Italia non esiste una legge che imponga un limite alle spiagge libere da concessioni demaniali, tuttavia la Campania ha stabilito un limite irrisorio del 20%, troppo poco a nostro purare, per una Regione con un alto numero di abitanti.

La lotta a favore dell’incremento delle spiagge libere è ormai iniziata da qualche tempo, nel novembre scorso scorso infatti tutte le associazioni ambientaliste della Regione Campania si sono accordate il coordinamento CO.Na.MAL., ( coordinamento nazionale mare libero), allo scopo di credere al governo di intervenire in tal senso.

Tornando ai fatti di Vico Equense, attendiamo riscontri da parte dell’amministrazione e vi terremo costantemente aggiornati.

 

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