L.U.C.A. è l’acronimo inglese di last universal common ancestor; che in italiano significa: ultimo antenato comune universale. Si tratta quindi del più recente progenitore di tutti gli organismi viventi attuali. Si stima sia esistito all’incirca 4,2 miliardi di anni fa, nell’Eone Adeano, un periodo primordiale in cui la Terra era appena formata.
Era un proto-organismo abbastanza complesso, costituito da una membrana a doppio strato lipidico, al cui interno erano presenti molecole contenenti materiale genetico.
Dove abitava L.U.C.A.?
Molto probabilmente viveva in ambienti estremi della Terra primordiale, in particolare nelle sorgenti idrotermali sottomarine, situate nelle profondità degli oceani. Questi ambienti, noti anche come “camini idrotermali” o “fumarole nere”, sono caratterizzati da temperature elevate, totale assenza di luce solare e presenza di composti chimici come l’idrogeno molecolare (H₂) e l’anidride carbonica (CO₂).
A differenza degli organismi moderni che dipendono dall’ossigeno e dalla luce solare per sopravvivere, L.U.C.A. non respirava ossigeno e non si cibava di altri esseri viventi. La sua sopravvivenza dipendeva da un processo chiamato chemiosintesi, un meccanismo che gli permetteva di ottenere energia da reazioni chimiche inorganiche. In particolare, utilizzava le reazioni tra idrogeno e anidride carbonica, abbondanti nel suo ambiente, per produrre molecole organiche utili alla sua crescita e sopravvivenza.
Le condizioni uniche di questi habitat sottomarini offrivano non solo le sostanze chimiche necessarie alla vita, ma anche una relativa stabilità termica e protezione dalle radiazioni nocive del Sole, che all’epoca bombardavano la superficie terrestre. Questi fattori rendono le sorgenti idrotermali un luogo plausibile per l’origine della vita e, in particolare, per l’esistenza del nostro più antico antenato comune.
Ma cosa abbiamo in comune?
Confrontando i genomi di tutti gli esseri viventi, classificati nei tre domini – Bacteria, Archaea e Eukarya – è stato individuato l’uso comune di geni, proteine e strutture biologiche. Quindi significa che i ‘’mattoni’’ del codice genetico sono stati trasmessi fino a noi.

Il mare è sempre stato la mia più grande fonte di ispirazione: un mondo straordinario, da conoscere e proteggere.
Oggi coltivo questa passione studiando biologia marina e dedicando parte del mio tempo al volontariato con Fondalicampania APS, dove contribuisco a iniziative per la salvaguardia del nostro patrimonio marino.

