Home Attualità Sentenza Storica a Torre Annunziata: 7 anni per il disastro ambientale dei “Datterari”

Sentenza Storica a Torre Annunziata: 7 anni per il disastro ambientale dei “Datterari”

da Davide De Stefano
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Il Tribunale riconosce il crimine contro l’ecosistema: condanne pesanti per l’organizzazione che ha devastato i fondali della Penisola Sorrentina.

Un colpo durissimo al mercato nero del mare e, al contempo, un riconoscimento legale fondamentale per la tutela della biodiversità. La sentenza emessa dal Tribunale di Torre Annunziata il 22 dicembre segna un punto di non ritorno nella lotta contro la pesca illegale dei datteri di mare .

Il cuore della vicenda: non semplice pesca, ma disastro ambientale

Per anni, un’organizzazione criminale ha operato tra Castellammare di Stabia e Massa Lubrense, ove l’anno scorso furono sequestrati diversi chili di datteri dalla CP di Castellemare.  Il verdetto è chiaro: non si è trattato solo di bracconaggio, ma di disastro ambientale e associazione per delinquere.

Il capo dell’organizzazione è stato condannato a 7 anni di reclusione, mentre per gli altri componenti le pene oscillano tra i 5 e i 6 anni. Una severità che riflette l’entità del danno: oltre 6 chilometri di costa devastati, parte dei quali situati nel cuore pulsante dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella.

Perché il dattero di mare costa così caro all’ambiente?

Per chi ama i nostri fondali, il dattero di mare non è un prelibatezza, ma una ferita aperta. Per estrarre questi molluschi, che impiegano decenni per crescere di pochi centimetri dentro la roccia, i bracconieri utilizzano martelli e scalpelli, distruggendo l’intero ecosistema della scogliera.

Tempi di recupero dei fondali sono lunghissimi

Il recupero delle pareti calcaree devastate è un processo estremamente lento: dopo la desertificazione iniziale causata dalle martellate, servono anni per il ritorno di alghe pioniere e spugne che ricreano la tridimensionalità dell’habitat. Tuttavia, poiché il dattero di mare cresce solo pochi millimetri l’anno, il ripristino della biodiversità originale richiede decenni, rendendo il danno morfologico virtualmente irreversibile su scala umana. Solo una tutela integrale e interventi di restauro attivo possono sperare di accelerare questa delicata ricolonizzazione naturale.

Una vittoria per il mare della Campania

Questa sentenza rappresenta una vittoria per tutte le associazioni, i diving e i cittadini che ogni giorno segnalano e proteggono le bellezze di Fondali in Campania. Vedere riconosciuto il reato di “disastro ambientale” significa che la legge ha finalmente compreso che distruggere un habitat marino equivale a distruggere il nostro futuro.

La speranza è che questo precedente serva da monito: il mare non è un supermercato da saccheggiare, ma un patrimonio collettivo che non può più essere martoriato per il profitto di pochi.

Cosa possono fare i cittadini?

Intanto il cittadino consapevole deve evitare di acquistare datteri di mare, ricordiamo che il commercio dei datteri è vietato dalla legge. Infine se avete notizie di operazioni di bracconaggio inviate foto e luogo del reato alla Capitaneria di Porto di competenza.

Nel caso in cui vogliate agire in anonimato potete inviare informazioni dirattamente alla mail di fondalicampania@gmail.com 

indicando luogo data e orario del rilevamento, l’associazione invierà esposto alla C.P. di competenza garantendo l’anonimato.

fonti foto:

barche a motore

Marevivo 

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