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Cena Natalizia: Lo stress della pesca a Natale condiziona tutto l’anno

da Davide De Stefano
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Cena Natalizia, ogni anno circa l’ 87% delle famiglie Italiane consumerà pesce durante le festività, con piatti come spaghetti alle vongole, crostacei e salmone protagonisti delle tavole di Vigilia e Capodanno.

Dietro questa abitudine culinaria tipica della nostra tradizione, si celaun dramma che ha un impatto negativo sull’ecosistema marino, con effetti che si prolungano ben oltre le feste di Natale.

Pesca intensiva: cosa significa per il mare

Il mar Mediterraneo è uno degli ecosistemi marini più fragile al mondo, numerosi studi confermano che oltre il 60% degli stock ittici del mare nostrum è sfruttato eccessivamente, in parole povere, la esca intensiva limita le capacità riproduttive degli animali marini che recuperano molto lentamente allo stress dovuto alla pesca intensiva.

Il fenomeno del bycath 

Ma la pesca intensiva non colpisce soltanto gli animali che finiscono sulle nostre tavole, base pensare che diverse tonnellate di pescato finiscono nel reti pur non avendo la pezzatura giusta per essere messi in commerci, il fenomeno è conosciuto come bycatch.

I pescatori coscienziosi pur rilasciando prontamente gli animali non idonei al commercio, comunque non riescono a salvarli tutti, compromettendo le capacità riproduttive delle varie specie.

A questo si aggiungono le specie che vengono catturate accidentalmente durante le varie fasi di pesca.

In alcuni casi la pesca a strascico danneggi le praterie di Posiodonia oceanica, pianta marina essenziale per l’ecosistema e fonte di sostentamento per diverse specie bentonite e non solo.

Aumento di reati ambientali come il bracconaggio

Le vacanze Natalizie sono un’occasione ghiotta per i pescatori di frodo, che approfittando della grande richiesta, utilizzano nasse e reti illegali per accaparrarsi un surplus di pesce durante e feste.

Un circolo vizioso che danneggia il mare

Il consumo natalizio, in sé un momento di festa, diventa parte di un fenomeno più ampio di sfruttamento continuo che riduce progressivamente la capacità dei mari di sostenere popolazioni ittiche sane.

Inoltre, l’eccesso di pesca non riguarda soltanto le coste italiane: perché il Mediterraneo è un mare condiviso, e le pressioni su di esso arrivano da molteplici fronti — pesca industriale, pratiche non sostenibili, cambiamento climatico — che rendono la gestione delle risorse marine una sfida collettiva.

Maggiore consapevolezza per salvare il mare

Il consumo di pesce fa parte della nostra tradizione Natalizia, senza voler entrare a gamba tesa sulle fatiche tradizioni culinarie del nostro paese con discorsi di natura moralistica, ci piace pero’ immagina che un domani ci sia una maggiore sensibilità verso determinate questioni e che qua da adesso si possa incominciare ad applicare alcune piccole regole per mitigare il problema.

Controliamo la pezzatura quando acquistiamo il pesce, non. consumare animali tropo giovani aiuta ad evitare che i pescatori approfittino di questo particolare momento di frenesia per proporre animali non consentiti dalla legge, con dimensioni inferiori alle norme vigenti .

Taglie minime secondo le norme vigenti

Il rispetto delle taglie minime legali è uno degli strumenti fondamentali per ridurre l’impatto della pesca sul mare.

Specie molto comuni come spigola (Dicentrarchus labrax, 25 cm), nasello (Merluccius merluccius, 20 cm) e sgombro (Scomber scombrus, 18 cm) vengono spesso pescate prima di raggiungere una piena maturità riproduttiva, indebolendo gli stock nel lungo periodo.

Anche piccoli pesci pelagici come sardina (11 cm) e acciuga (9 cm), pur avendo taglie minime ridotte, svolgono un ruolo cruciale nella catena alimentare del Mediterraneo.

La triglia (Mullus barbatus, 11 cm) è un esempio di specie costiera su cui la pressione di pesca colpisce soprattutto le classi giovanili. Tra i crostacei, scampo (20 mm di carapace) e astice europeo (85 mm di carapace o 24 cm totali) sono particolarmente vulnerabili perché a crescita lenta.

Nei molluschi, la vongola verace (Chamelea gallina) può essere commercializzata in Italia da 22 mm grazie a una deroga, mentre la cozza deve raggiungere almeno 5 cm.

La cernia, con una taglia minima di 45 cm, rappresenta infine un caso emblematico: la cattura di individui giovani altera profondamente l’equilibrio delle popolazioni per molti anni.

La normativa Europea consultabile al seguente indirizzo: Regolamento (UE) 2019/1241 del Parlamento europeo e del Consiglio**

Denuncia i bracconieri

Come scritto sopra , i fenomeni di bracconaggio s’intensificano in questo particolare periodo dell’anno, denunciare la pesca di frodo è un atto dovuto. Per contrastare il fenomeno in maniera efficace, è possibile rivolgersi agli organi competenti come  ad esempio la Capitaneria di Porto chiamando al 1530.

In alternativa inviare pec alla Capitanera di porto competente.

Festeggia consapevole

La salute del nostro pianeta può essere garantita solo da un approccio ecosostenibile e, se davvero ci sta a cuore il benessere dei nostri cari, non possiamo restare indifferenti: festeggiare è importante, ma farlo con consapevolezza è una responsabilità verso il futuro di tutti.

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