Home Scienze L’Orto in fondo al Mare, il basilico ad impatto zero!

L’Orto in fondo al Mare, il basilico ad impatto zero!

da Davide De Stefano
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C’è un giardino subacqueo nel mare davanti Noli, in provincia di Savona. Qui si coltiva il basilico, ovviamente, perché il pesto ligure non può mai mancare nei piatti di questa regione; ma anche fagioli, piselli, fragole e piante aromatiche come melissa, maggiorana, timo, santoreggia, origano, salvia e passiflora.

L’Orto di Nemo è il fantasioso nome di battesimo dell’idea realizzata nel 2012 dall’ingegnere Sergio Gamberini, presidente dell’Ocean Reef Group, per creare una biosfera subacquea, un progetto ecosostenibile tutto italiano.

In ogni biosfera crescono rigogliosamente tra le 65 e le 95 piante.
Il progetto Orto di Nemo studia e sperimenta costantemente per ampliare la varietà di tipologie di piante coltivabili. 

COME FUNZIONA?

L’irrigazione? L’acqua marina, evaporando naturalmente con luce del sole, genera una condensazione di acqua dolce sulle pareti interne delle serre, creando così un sistema autosufficiente e naturale di irrigazione. Ovviamente l’intero sistema è costantemente monitorato da terra con un sistema audio/video.
Un progetto tutto ecologico, dunque, e completamente autosufficiente che sfrutta le energie rinnovabili dal sole e dall’acqua del mare. 

l’uso di pesticidi chimici è completamente eliminato, e la coltivazione risulta 100% biologica.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) stima che nei prossimi 20-30 anni il mondo avrà bisogno del 50% in più di cibo, del 45% in più di energia e del 30% in più di acqua per sostenere una popolazione globale prevista di nove miliardi o più.

I mari rappresentano una riserva d’acqua e di spazio molto ampia e potrebbero diventare una valida alternativa alla carenza di terre coltivabili, specialmente in alcune aree del pianeta.

Ma tutta la penisola Italica è già’ pronta a questa rivoluzione ?

Cosa ci riserverà il futuro? Perché non replicare questo successo imprenditoriale anche in altre aree della Costa Italiana?

Ci auguriamo che noi prossimi anni possano sorgere nuove strutture subacquee, capaci di garantire la coltivazione di numerosi prodotti agro alimentari ad impatto zero.

Questa opportunità garantirebbe non soltanto una maggiore qualità del prodotto ma garantirebbe il fiorire di nuove opportunità imprenditoriali e di sviluppo territoriale, in linea con i principi della Blue Economy, di modo che il fulcro del business , solitamente sempre a vantaggio di un ristretto gruppo di imprenditori , si orienti verso una posizione piu’ allargata e curi quindi l’interesse dell’intera comunità.

Resta soltanto da capire se il Governo Centrale e le Amministrazioni locali , abbiano la forza di sostenere una tale rivoluzione.

Siamo già tutti pronti al cambiamento? 

Staremo a vedere.

Fonti :

Innesti.com

Il giornale dell’ambiente

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