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Il Canyon di Dohrn: l’autostrada della vita nascosta nel Golfo di Napoli

da Davide De Stefano
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Sotto le acque del Golfo di Napoli, lontano dallo sguardo dei bagnanti e delle imbarcazioni, esiste una struttura sottomarina straordinaria che pochi conoscono ma che ha un ruolo fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema marino: il Canyon di Dohrn. Questo canyon sommerso rappresenta una vera e propria autostrada naturale che collega le profondità del Mar Tirreno con le acque costiere del golfo, permettendo lo scambio di nutrienti, organismi e masse d’acqua.

Dove si trova il Canyon di Dohrn?

Il canyon prende il nome da Anton Dohrn, il fondatore della Stazione Zoologica di Napoli, uno dei più importanti centri di ricerca marina al mondo. Dal punto di vista geologico si tratta di una profonda incisione del fondale che parte dalle zone più interne del golfo e scende rapidamente verso profondità che superano i 400 metri, creando un ambiente complesso fatto di pareti ripide, terrazze e vallate sottomarine.

Il Canyon di Dohrn si trova nel Golfo di Napoli, nel Mar Tirreno, tra l’isola di Capri, la Penisola Sorrentina e la costa napoletana. È una grande incisione del fondale marino che parte da profondità relativamente vicine alla costa e scende rapidamente fino a oltre 400–500 metri.

 

 

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Il Canyon Dohrn è fonte di vita per il Golfo di Napoli

Ciò che rende il Canyon di Dohrn particolarmente importante non è solo la sua forma, ma la sua funzione ecologica. I canyon sottomarini agiscono come corridoi naturali che permettono alle correnti profonde, ricche di nutrienti, di risalire verso zone più superficiali. Questo processo favorisce la crescita del plancton, che rappresenta la base della catena alimentare marina. Di conseguenza, nelle aree influenzate dal canyon si osserva spesso una maggiore concentrazione di pesci, cefalopodi e organismi pelagici rispetto ad altre zone del golfo.

Non è un caso che il Golfo di Napoli sia storicamente una zona ricca di biodiversità. La presenza del canyon contribuisce a creare microambienti diversi nello spazio di pochi chilometri: zone profonde fredde e buie convivono con acque costiere più calde e illuminate, generando un mosaico ecologico estremamente dinamico. Questo rende l’area particolarmente interessante anche per la ricerca scientifica, soprattutto per chi studia il plancton, i cicli dei nutrienti e gli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi marini.

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Un laboratorio naturale per lo studio delle specie marine

Un altro aspetto affascinante del Canyon di Dohrn è il suo ruolo come rifugio per specie marine. Le pareti e le zone profonde offrono habitat protetti dove molte specie possono vivere lontano dalla pressione della pesca costiera. Alcuni studi hanno evidenziato la presenza di comunità biologiche tipiche di ambienti profondi anche a distanze relativamente vicine alla costa, proprio grazie alla conformazione del canyon.

Pochi mesi fa la scoperta di una piccola barriera corallina,  a circa 500 metro di profondità lungo le pareti del Canyon,

Oggi questa struttura rappresenta anche un laboratorio naturale per comprendere meglio il funzionamento degli ecosistemi marini del Mediterraneo. Studiare il canyon significa osservare in tempo reale come energia e materia si muovono dal profondo verso la superficie, influenzando la produttività biologica e la distribuzione della vita marina.

Il Canyon di Dohrn ci ricorda che il mare non è solo ciò che vediamo dalla superficie. Sotto di noi esistono paesaggi complessi, dinamici e ancora in gran parte inesplorati, che svolgono funzioni essenziali per la salute dell’oceano. Proteggere questi ambienti significa proteggere anche le risorse e la biodiversità che rendono unico il Golfo di Napoli.

Fonti scientifiche e approfondimenti

Le informazioni contenute in questo articolo derivano da studi e materiali pubblicati da enti di ricerca scientifica e istituzioni autorevoli che si occupano di oceanografia e biodiversità marina nel Golfo di Napoli.

Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Il Golfo di Napoli svela una grande scogliera corallina a 500 metri di profondità. Disponibile al link:
https://www.cnr.it/it/nota-stampa/n-13818/il-golfo-di-napoli-svela-una-grande-scogliera-corallina-a-500-metri-di-profondita

Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. Materiale divulgativo sugli ecosistemi marini profondi del Golfo di Napoli. Disponibile al link:
https://www.szn.it/images/Aquarium/Le_Vasche/Vasca_11.pdf

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