Concessioni balneari negati indennizzi dall’UE, per gli imprenditori uscenti. L’Italia rischia nuove sanzioni se non rispetta le regole sulle concessioni demaniali.
Negli ultimi anni si è parlato spesso della cosiddetta direttiva Bolkestein, una legge europea che riguarda le concessioni per l’uso di beni pubblici, come le spiagge. Questa direttiva dice chiaramente che per ottenere una concessione — cioè il diritto di usare un tratto di spiaggia per attività economiche come stabilimenti balneari — bisogna fare una gara pubblica, aperta a tutti.
L’Italia, però, da tempo fa fatica ad applicare questa regola. Anzi, negli ultimi mesi, il governo ha approvato un decreto che prevede indennizzi per i concessionari uscenti, cioè per chi, dopo anni di gestione, potrebbe perdere il diritto alla spiaggia a favore di nuovi gestori.
Cosa ha deciso l’Europa?
Il 17 luglio, la Commissione Europea ha inviato una lettera all’Italia, dicendo che questo decreto non è compatibile con le regole europee. Secondo Bruxelles, non si possono prevedere risarcimenti automatici per chi perde la concessione, perché questo andrebbe contro il principio di concorrenza. In altre parole, tutti devono avere le stesse possibilità di partecipare a una gara, senza favoritismi o “premi” a chi ha gestito fino a quel momento.
Perché è un problema?
Il problema è che l’Italia è già sotto procedura di infrazione dal 2020, proprio per non aver rispettato la direttiva Bolkestein. Questo significa che sta già pagando una multa che potrebbe aumentare se non si trovano soluzioni in linea con le regole europee. Il nuovo decreto, invece di risolvere la situazione, rischia di peggiorarla.
Il ministro Salvini ha detto che vuole trovare un modo per proteggere chi ha investito nelle spiagge in questi anni. Ma per l’Europa non è sufficiente. Servono regole chiare, trasparenti e valide per tutti.
E ora che succede?
Il rischio più concreto è che l’Italia venga sanzionata con una multa ancora più alta, che finirà sulle spalle di tutti noi cittadini. Intanto, i gestori degli stabilimenti balneari vivono in un clima di grande incertezza, senza sapere cosa accadrà nei prossimi anni.
Secondo quanto stabilito dal Consiglio di Stato, le concessioni in essere scadranno al più tardi il 31 dicembre 2024, e dal 2025 dovrebbero partire le gare pubbliche. Ma il governo sta cercando di allungare i tempi, mentre la Commissione Europea continua a fare pressione.
In definitiva
Il tema delle concessioni balneari è delicato e riguarda non solo chi lavora sulle spiagge, ma anche tutti noi cittadini, perché parliamo di un bene pubblico: il demanio marittimo. Per uscire da questo stallo, servono scelte coraggiose, trasparenti e rispettose delle regole europee. Solo così potremo garantire un uso equo e sostenibile delle nostre coste, proteggendo l’ambiente e il futuro delle generazioni che verranno.
Davide De Stefano è attivista presso l’associazione Fondalicampania Aps, dove riveste il ruolo di Presidente. “Passione e competenza sono la base di un percorso associativo sano e produttivo. Dedicare parte del nostro tempo alla cura del bene comune è fondamentale per promuovere una crescita collettiva e tutelare la nostra salute. Il rispetto delle idee altrui nasce dalla consapevolezza che apparteniamo tutti a un’unica grande Tribù Globale. Cooperare, dunque, è uno strumento essenziale per proteggere l’ecosistema di cui facciamo parte.”

