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Il pianeta supera il primo punto di non ritorno: i coralli stanno morendo

da Davide De Stefano
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Il Global Tipping Points è un organizzazione composta da160 scienziati, dislocati in varie parti del Mondo, per studiare le cause del Cambiamento climatico e stabilire quando una determinato ecosistema o un processo climatico cambia in modo irreversibile.

Nello scorso sei di ottobre , è uscito l’ultimo report pubblicato sul sito ufficiale global-tipping-points.orge racconta che il  riscaldamento globale stimato attorno a ~ 1,4 °C sopra i livelli preindustriali, ha un impatto negativo sulle barriere coralline le quali hanno superato la loro soglia critica (stima centrale ~ 1,2 °C).

Che cosa comporta

Le barriere coralline coprono meno dell’1% del fondale, ma ospitano fino al 25–30% della biodiversità marina. Per questo motivo è di fondamentale importanza occuparsi dell’argomento e provare a porvi rimedio urgente.

Crollo della pesca

In alcune aree del Pianeta ci sono popolazioni che si sostengono soprattutto con il pescato, ma a causa della perdita di biodiversità marina, sono in forte stress e questo potrebbe determinare il collasso del settore ittico in maniera permanente, con un impatto sull’economia locale devastante.

Protezione costiera

Le barriere corallini proteggono le coste dal mare: La forza delle onde viene assorbita dai corali che proteggono le coste dall’erosione. Naturalmente la scomparsa dei coralli mette a serio rischio le popolazioni costiere che non potranno piu contare sull’effetto protettivo delle barriere coralline .

Non tutto è perduto grazie al potere rigenerante della natura

Il primo grave episodio di sbancamento  dei corali risale al 1998. Diverse aree del pianeta a causa di un improvviso innalzamento delle temperature, furono colpite dal fenomeno, fra queste le piu importati barriere coralline del Oceano Indiano e il Pacifico occidentale.

Il ripopolamento delle barriere post-1998 è avvenuto grazie alla resilienza naturale dei sistemi corallini e, crucialmente, a una tregua dalle grandi ondate di calore. Le larve rilasciate dalle poche colonie di coralli sopravvissute, spesso in aree meno esposte, hanno viaggiato con le correnti marine fino alle zone devastate. Qui, i pesci erbivori hanno mantenuto il substrato pulito dalle alghe, consentendo alle larve di attecchire e crescere. In un decennio, i coralli a crescita rapida sono riusciti a ricostruire la struttura fisica del reef, ripristinando gran parte, ma non tutta, la biodiversità originaria.

Interventi Immediati

Le soluzioni proposte dalla comunità scientifica ci sono ma urge un intervento immediato e comune dai part dei governi a livello mondiale. I coralli possono riprendersi ma solo se la temperatura si stabilizza sotto 1,5 gradi.

Anche se la temperatura è elevato, si potrebbe rendere i coralli piu resilienti, con alcuni interventi quali: riduzione del turismo nelle aree sensibili, riduzione della pesca non regolamentata, istituzione delle nuove Aree Marine Protette (AMP) e soprattutto ridurre l’immissione in mare di sostanze inquinanti.

Abbiamo nelle mani il futuro del pianeta ma tocca a noi determinare un forte cambiamento di rotta costituito da uno sforzo comune e una rete solida di collaborazione Globale . In questa lotto per la sopravvivenza siamo tutti coinvolti, quindi spetta a tutti noi prendere posizione e collaborare, non possiamo ancora oggi essere in una posizione di attesa.

Noi cittadini siamo chiamati ad agire e rimanere informati è il primo passo per garantire un futuro di salute alla nostra specie. 

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