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Protezione delle acque: incluse per la prima volta le microplastiche nella direttiva UE

da Anastasia Solazzo
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Protezione delle acque

L’11 maggio è entrata in vigore una nuova direttiva UE che modifica e integra la precedente legislazione in materia di protezione delle acque superficiali e sotterranee. Per la prima volta vengono aggiunte anche le microplastiche negli elenchi aggiornati delle sostanze inquinanti.

Lo stato delle acque in Europa

Secondo gli ultimi studi dell’AEA, la maggior parte degli habitat e delle specie protette versano in uno scarso o pessimo stato di conservazione. Le principali minacce alle acque europee sono le sostanze chimiche di origine antropica provenienti principalmente dalle attività agricole.

Nel 2021, solo il 37% dei corpi idrici superficiali, tra cui le acque marino-costiere, in Europa si trovava in uno stato ecologico buono o elevato e il 29% in uno stato chimico buono.

Stato delle acque superficiali europee

Stato delle acque superficiali europee. Fonte: Europe’s state of water 2024

Studi citati nel Report del WWF “Non c’è salute in un ambiente malato” del 2024, hanno stimato che il Mar Mediterraneo è il mare con la più alta concentrazione di microplastiche nelle profondità marine con 1,9 milioni di frammenti per metro quadro. Le microplastiche possono contenere residui chimici, ma anche assorbire contaminanti dall’ambiente. In alcuni casi, possono rilasciare gli PFAS, una classe di composti tossici del fluoro, utilizzati per rendere resistenti all’acqua, ai grassi, alle macchie e al calore i contenitori di plastica. Questi sono considerati contaminanti eterni perché non si degradano mai e si accumulano nell’ambiente e negli organismi.

La Direttiva UE per la protezione delle acque

La Direttiva (UE) 2026/805 del Parlamento europeo e del Consiglio, entrata in vigore lo scorso 11 maggio, è stata pubblicata il 30 marzo 2026. Fa seguito alle proposte della Commissione del 2022 e nasce dalla necessità di allineamento ai recenti pareri scientifici.

Essa reca modifiche alle seguenti direttive:

  • Direttiva 2000/60/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque;
  • Direttiva 2006/118/CE sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento;
  • Direttiva 2008/105/CE che istituisce standard di qualità ambientale (SQA) nel settore della politiche delle acque.

Le novità della normativa

La normativa aggiorna gli elenchi delle sostanze inquinanti. Specifica alcune definizioni, tra cui quella di sostanze prioritarie e gli SQA. Le prime sono “sostanze che presentano un rischio significativo per l’ambiente acquatico o proveniente dall’ambiente acquatico”. Gli SQA, standard di qualità ambientale, sono “la concentrazione di un particolare inquinante o gruppo di inquinanti nelle acque, nei sedimenti o nel biota che non deve essere superata per tutelare la salute umana e l’ambiente”.

La Commissione, attraverso il sostegno tecnico e scientifico dell’AEA, dovrà standardizzare metodi e tecniche per l’analisi e il monitoraggio dello stato delle acque e indicatori di progresso per raffrontare i risultati degli Stati membri. Allo stesso modo, collaborerà e terrà conto delle relazioni scientifiche elaborate dall’ECHA.

Si prevede, inoltre, di includere nella direttiva un meccanismo di responsabilità estesa del produttore con la quale i produttori avranno l’obbligo di contribuire ai costi dei programmi di monitoraggio.

Sulla base delle relazioni scientifiche, la Commissione include negli elenchi le microplastiche e indicatori adeguati per la resistenza agli antimicrobici. Inoltre, valuta la possibilità di stabilire standard di qualità per i PFAS o per somme di essi, e in particolare per l’acido trifluoroacetico (TFA) data la sua ampia diffusione.

Infine, la Commissione provvederà ad istituire un centro di monitoraggio comune dell’Unione europea.

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Strumenti, programmi e azioni per la protezione delle acque non sono sufficienti senza armonizzazione ed obblighi più restrittivi su emissioni, scarichi e sversamenti. Sono ancora tanti i passi da fare per migliorare le condizioni di salute delle acque, per ridurre le cause di inquinamento e per raggiungere gli obiettivi a lungo termine di protezione del pianeta.

Per restare aggiornato, leggi i nostri ultimi articoli su microplastiche, PFAS e azioni di protezione messe in campo:

 

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