In Emilia-Romagna arriva Octo-Blu, un nuovo progetto attivato con l’Università di Bologna che prevede l’allevamento di polpi killer in laboratorio (dal cui nome deriva il titolo del programma), con l’obiettivo di contrastare l’invasione del granchio blu.
In cosa consiste il progetto Octo-Blu ?
A capo di questo progetto c’è Oliviero Mordenti, professore del dipartimento di scienze mediche veterinarie, dell’Università di Bologna. Al suo fianco, il dottor Antonio Casalini e un gruppo di giovani entusiasti.
“Proprio in questi giorni si stanno riproducendo in laboratorio, in cattività. Siamo pronti ad immettere nel mare i piccoli e vedremo quali saranno gli effetti. Per il momento la sperimentazione riguarda il litorale davanti a Riccione ma se, come speriamo, i risultati ci saranno a quel punto siamo pronti ad ampliare il progetto al litorale di Comacchio e Goro”. Queste le parole del professor Mordenti.
Il Dottor Casalini ha aggiunto poi: “In questi giorni è uscito uno studio che colloca il polipo tra i nemici numero uno del granchio. I miei ragazzi, i ricercatori del mio staff, mi hanno annunciato con entusiasmo che i polpi si stanno riproducendo. A questo punto – conclude – avanti tutta”.
Altra collaborazione non meno importante sarà con i Cozzari di Cesenatico (mitilicoltori locali), che si occuperanno di collocare le tane artificiali sul fondale marino poiché i polpi hanno bisogno di anfratti per potersi nascondere. Le tane artificiali sono state create nei laboratori universitari, con mattoni e altri materiali. Diverranno la nuova casa dei piccoli polpi, quando, con le dovute precauzioni, usciranno dai laboratori.
La sperimentazione e l’opinione dei pescatori
La sperimentazione è partita da Riccione, per la presenza di alcune strutture che possono fungere da riparo. Il progetto verrà presentato anche a Lubiana in occasione del Convegno Europeo dedicato all’acquacoltura, che si terrà prossimamente nella capitale slovena.
Il punto di vista dei pescatori è ben diverso da quello scientifico: “Nutriamo forti perplessità sulla possibilità che i polpi riescano ad ambientarsi”, dichiara Antonio Cavallari del consorzio Trepponti di Comacchio. Secondo Vadis Paesanti, vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca, “le evidenze scientifiche sono chiare, il polpo non vive in fondali sabbiosi. Casette o non casette”.
Non ci resta dunque che attendere, sarà il tempo a fornire i dovuti verdetti su questa “possibile soluzione” per arginare i granchi blu.

Vincenzo Zobel, laureato in Scienze Agrarie, forestali e ambientali alla Federico II. Appassionato di temi come l’ecologia e il benessere ambientale. Le mie passioni principali sono leggere, scrivere e fare trekking.

