Wakame l’alga Giapponese che ci protegge del Covid

L’alga Wakame cresce sui fondali delle baie che bagnano le regioni temperate del Giappone. Largamente utilizzata in cucina il Wakame, è ricca di proteine e agisce sui linfociti T , rafforzando le difese contro il Covid.

E’ risaputo che alcune alghe possiedono molte proprietà curative considerata la quantità di sostanze da esse possedute.

La parola di Ennio Bologna

Come dichiara il nutrizionista Napoletano dott. Ennio Bologna durante un intervista rilasciata al Giornale Il Mattino, “La wakame rappresenta la fonte più ricca di proteine con un contenuto di 16,3 grammi per etto di prodotto. Agisce sui linfociti T la cui funzione è quella di attuare i meccanismi di difesa contro gli agenti patogeni, cellule neoplastiche e antigeni di vario genere.”

Sostanzialmente la Wakame puo’ essere considerata come una potente ricostituente ed in occidente è molto utilizzata come integratore alimentare.

Durante la lunga intervista al giornale Il Mattino , Ennio Bologna racconta in che modo possiamo aiutare il nostro organismo a difendersi meglio dall’attacco del virus Covid, aggiustando la nostra alimentazione.

In sintesi Enni Bologna consiglia di evitare l’assunzione di importanti quantità di carne e pesce, perché richiedono molto tempo per essere smaltiti correttamente dal nostro organismo.

“Il virus attecchisce meglio dove ci sono processi infiammatori” dice Bologna ” Non parlerei quindi di cibi anti Covid ma di alimenti in grado di abbattere questi processi”.

Quindi sembra chiaro che ancora una volta il mare costudisce nel suo “ventre” alimenti vegetali estremamente efficaci, in grado di garantire in giusto supporto proteico al nostro organismo e renderlo pronto a resistere agli agenti patogeni.

Attenzione: prima di assumere Wakame si consiglia di consultare il parere di un medico 

Fonti :

Wakame: Proprietà dell’alga

Wacame : proprietà uso e controindicazioni 

Il Mattino edizione del 28 ottobre ” Alghe, vitamine e tè Matcha cosi i proteggiamo dal Covid, intervista ad Ennio Bologna”.

 

 

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