Ischia, alla scoperta del Monte Epomeo e delle tradizioni rurali

Ischia è un isola del Golfo di Napoli, con una forte vocazione agricola, confermata dal fatto che il piatto dell’isola è il famoso coniglio all’ischitana. Quali sono le tradizioni popolari di maggiore rilevanza culturale e perché viene definita Isola Verde? Un viaggio alla scoperta delle vocazioni culturali della prima colonia Greca del Mediterraneo Occidentale .

 

Siamo partiti con lo scopo di soddisfare alcune domande che hanno incuriosito non poco i nostri lettori: come mai Ischia viene chiamata Isola verde? e soprattutto a dispetto di quello che si potrebbe pensare, perché l’isola pur essendo circondata dal mare, ha una forte vocazione agricola?

La risposta non tarda ad arrivare, giunti alle pendici del Monte Epomeo, siamo accolti da Agostino Iacono, il residente più altro dell’Isola (la sua casa è a circa 600 mt) , che ci ha ospitato per raccontarci le tradizioni contadine.

Sono Agostino Iacono, detto anche Miscillo,

 Vivo sul monte Epomeo, sono il residente più alto d Ischia.

Sono una guida ambientale, accompagno insieme al gruppo Nemo persone

Alla scoperta di questa isola.

Questo luogo è di proprietà di famiglia,

Questa parte qui è due ettari, di cui una parte è adibita alla vendita dei prodotti,

In più proponiamo prodotti a chilometro zero

Confezioniamo marmellate, facciamo vino bianco e rosso

Vendiamo un po’ di fresco e abiamo il famoso coniglio all ischitana 

che è legato ad un antica tradizione dell isola.

Il discorso di Agostino ci sembra interessante ma vogliamo saperne di più , quindi dopo aver assaggiato alcuni prodotti tipici accompagnati da un buon vino bianco, Agostino detto Miscillo (piccolo gatto), continua il suo racconto: “Il piatto tipico dell’isola è il coniglio all’ischitana anche detto coniglio di fossa, perché perchè questo coniglio veniva allevato in questa buca, si scavava una buca di un paio di metri larga, un metro e mezzo profonda, in modo che il coniglio non potesse scappare.

Ma c è un motivo, uno perché era un modo economico di costruire una gabbia, secondo perché L’isola d’Ischia è stata attaccata dai Pirati e i pirati quando attivavano, saccheggiavano stupravano, rubavano il vino, tutto quello che c era nella stiva e nei depositi dei contadini, però il coniglio non lo potevano rubare perchè non lo trovavano.”

Breve storia di Ischia

Come testimoniano numerosi reperti rinvenuti, fu prima colonia Greca del Mediterraneo occidentale a partire dall’VIII secolo a.c. L’etimologia dell’isola ha subito molte varianti nel corso dei secoli.

In origine Pitheacusa, nome derivante dll’accadico Pithu est ovvero piccoli pezzi.  Probabilmente in riferimento alle numerose pietre pozzolane presenti sul territorio. Altri invece sostengono che il nome derivi da Pythos , grande vaso di creta utilizzato fin da tempi antichissimi.

La prima volta che troviamo usato il nome Ischia è su una lettera indirizzata da Papa Leone III a Carlo Magno, nell’anno 812 A.C. I sommo Pontefice chiedeva aiuto contro i Saraceni, che quell’anno, avevano devastato l’isola con le loro incursioni.

Come raggiungere il Monte Epomeo 

Dal porto di Ischia prendere mezzi pubblici e scendere alla fermata Fontana, (da Ischia porto a Fontana sono circa 40 min di viaggio in bus).

Giunti nella piazzetta di Fontana, incamminarsi a piedi seguendo le indicazioni, in direzione monte Epomeo. Tempo di percorrenza camminata lenta circa un ora e trenta minuti.

Il Viaggio Continua

Conosciamo anche Filippo Florio, lo zio di Agostino che soddisfa la nostra sete di conoscenza con un racconto interessante:

La cosa simpatica che mi va di raccontare era la domenica, perché la domenica c era il piatto principe che era questo coniglio.Però anche il coniglio seguiva una sua ritualità, le cosce posteriori venivano date al capo famiglia, le zampe anteriori ai figli, le parti centrali agli ospiti, mentre la donna di casa , quella che cucinava, mangiava i pezzi con le ossa , quindi la testa la coda.

Ci sono alcune cose che sto cercando di recuperare, questo inverno a chi vendevo le fave, gli facevo mangiare anche i baccelli. I baccelli vanno bolliti, puliti , va tolto il filo, una volta che sono lessi si possono cucinare tipo gli asparagi, per cui si può fare la pasta di può fare la frittata

Si può fare la pastella, anche con le cime delle fave.

Pietanze povere, ma che stiamo cercando di recuperare.

Ringraziamo Filippo e subito ci incamminiamo seguiti da un esperto team di escursionisti, appartenenti all’associazione Nemo Ischia, questi sono intenti ad accompagnare un gruppo di turisti sulla vetta del Monte Epomeo per apprezzare il tramonto e la vista a 360 gradi ( da qui Epomeo, dal Greco “guardare in torno”).

Perché Isola Verde?

Prima di giungere sul punto più alto dell’isola, ci accorgiamo che il percorso  interamente scavato nel tufo nero e a quel punto Agostino ci svela il motivo per il quale viene chiamata Isola Verde.

Il tufo verde è tipico di questa isola, infatti il Monte Epomeo è il risultato di un fenomeno geologico avvenuto circo 100000 anni fa. Il Monte Epomeo è un host vulcanico , un monte emerso dal mare a causa delle continue eruzioni vulcaniche dell’isola. Questa emersione ha stimolato un processo chimico che conferisce alla roccia un tipico colore verde, per questo motivo l’isola viene chiamata Isola Verde.

Il monastero di San Nicola

Il complesso di San Nicola, è un esempio di architettura in pietra.

Scavato interamente nel tipico tufo verde, il tempio mitico, è originario del XV secolo.

Qualche secolo più tardi accanto alla chiesa fu costruito un convento ma il clima rigido e le difficoltà di approvvigionamento ne limitarono l’utilizzo a pochi anni.

Rimane comunque un punto di riferimento culturale di grande importanza, capace di attrarre la curiosità di turisti .

Conclusioni e numeri utili

La nostra breve visita ad Ischia finisce qui, ma siamo certi che ritorneremo a parlarne, untato qualora aveste intenzione di visitarla consigliamo qualche riferimento Facebook :

Guida CAI e Agriturismo Agostino Iacono:

Miscillo sapori e 

Per escursioni e trekking :

Associazione Nemo Ischia

Per  acquisto prodotti tipici:

Filippo Florio, sul sit0 di Barano Ischia nella sezione “Prodotti Tipici”

Guarda il video “Lungo i sentieri del Monte Epomeo, storia e tradizione dell’Isola d’Ischia”

 

 

 

 

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