Alla scoperta dell’oro rosso mediterraneo, una lunga tradizione Campana

Il corallo rosso del Mediterraneo, storia leggenda e tradizione Campana

a cura di Alessio Zambetti

Le Metamorfosi di Ovidio raccontano che per l’amore proibito tra Poseidon e la Gorgona Medusa, Atena ingelosita, incaricò Perseo di tagliare la testa dell’amata.

Il flusso di sangue si disperse nelle profonde acque del mare, e si trasformò in pietre rosse, col potere di impietrire chiunque le guardasse.

La pietra rossa assume così il nome di Pietra del Sangue, simbolo di prestigio e aggregazione. 

Naturalmente le cose non sono andate così,ma la scienza si avvale della mitologia per capire all’origine come l’uomo ha interpretato questo fantastico fenomeno naturale.

Il corallo rosso Corallium rubrum (Linnaeus1758) è un animale sessile.

Appartiene al phylum dei Cnidari, con una fase polipoide durante l’intero ciclo di vita.

Esponente della classe degli Anthozoa, ed unico nel suo genere Corallium nel Mar Mediterraneo, abbondante dalle acque della Bocca di Bonifacio fino al Mar Tirreno.

In particolare si individua la Riviera del Corallo, nella zona di Porto Conte ad Alghero,Sardegna.

Questo animale vive lungo la zona infralitorale ma si trovano anche nel piano circalitorale fino ad una profondità di 150 metri, dove vi è poco idrodinamismo e la temperatura e la salinità è costante.

Predilige le zone ombrose delle strutture a cornicioni formati da piani paralleli nel quale vive in comunità con altri biodepositori e biocostruttori.

Il polipo è composto da otto tentacoli (sottocalsse:Octocorallia) estroflessi verso l’esterno per catturare plancton e sostanze organiche sospese.

Attenzione anche se il polipo nella difensiva si ritrae nello scheletro calcareo, esso possiede come nella maggior parte dei Cnidari, gli cnidi, delle nematocisti che sono in grado di secernere neurotossine urticanti anche per l’uomo e non solo per le prede.

RIPRODUZIONE

La riproduzione avviene generalmente per via sessuale, i polipi maschili e femminili  tra Aprile e Settembre rilasciano i gameti che si feconderanno esternamente e formeranno la planula che si fisserà ad un substrato duro.

Il polipo, gregario e coloniale, forma un asse scheletrico di gorgonina e abbondante di scleriti (ricchi di Carbonato di calcio, che dona robustezza al corpo), questa fondamentale nella lavorazione. La parte esterna è rivestita dal cenosarco che è il tessuto molle del corallo, utilizzato per la lavorazione dei monili. Proprio lo scheletro colorato di rosso vivo dovuto ai pigmenti quali i carotenoidi, hanno acquisito la fama di Oro Rosso.

ESTRAZIONE DEL CORALLO

I primi pescatori di corallo rosso risalgono al 1400, nel golfo di Napoli , in particolare sono stati i pescatori della marina di Torre del greco,chiamati ‘’i corallari’’,salpando su una vela chiamata tartana corallina.

Le coralline torresi furono le prime ad utilizzare un sistema di pesca attivo e trainante ,chiamato ‘’o ngegno’’,costituito da una croce di legno ai cui estremi vi è una rete di canapa in grado di raschiare e raccogliere grandi quantità di corallo.

Dall’attività di prelievo e cattura, i marinai e pescatori di Torre del Greco furono i primi artigiani ad imparare la lavorazione del corallo da un pescatore Marsigliese.

PRIMA INDUSTRIA DEL CORALLO A TORRE DEL GRACO

Nel 1805 nacque la prima industria dell’Oro rosso a Torre del Greco.

 I primi acquirenti erano esponenti della Chiesa e del regime borbonico, per adornare e lussureggiare i loro ornamenti.

Il sistema di pesca delle Coralline fu proibito dai primi anni 80 del 1900, ad ora la cattura è regolamentata in specifiche zone del Golfo di Napoli in particolare a Ischia e nel Nord della Sardegna e Sud della Corsica,la cui pesca è ristretta solo all’attività di 10 sommozzatori.

L’eccessivo sfruttamento di questa risorsa marina ha portato al collasso di questa specie che ha rappresentato in quegli anni il rischio di specie vulnerabile.

L’attività di raschiatura lungo il reef infralitorale rappresenta non solo un rischio per la crescita del corallo rosso, ma anche per l’intera biocenosi e biotopi marini e con i relativi cascade-effect ecologici. 

Ora l’arte della pesca e lavorazione del corallo e del cammeo è candidato ad essere patrimonio immateriale dell’Umanità

Occhio all’identificazione del Corallium Rubrum.

Spesso questo animale quando i polipi sono ritratti nello scheletro duro,viene confuso con il Briozoo 

Myriapora truncata 

A cura di : Alessio Zambetti

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