[Video]Chi è il granchio blu che sta invadendo il Cilento? È potenzialmente pericoloso per il nostro ecosistema?

a cura di Selene Di Genio

Chi è il granchio blu che sta invadendo il Cilento? È potenzialmente pericoloso per il nostro ecosistema? Abbiamo provato a rispondere con una battuta di pesca a questo invasore del Mediterraneo.

Il granchio blu Americano Callinectes sapidus è una specie aliena del Mediterraneo eurialina ed euriterma, cioè capace di tollerare ampie variazioni di salinità e temperatura. 

Abita le acque costiere estuarine atlantiche dal nord del Massachusetts al nord dell’Argentina e in tutto il Golfo del Messico dove sono ritenuti delle prelibatezze culinarie. 

Nel Mediterraneo è una specie aliena, probabilmente arrivata attraverso lo stretto di Gibilterra nelle acque di zavorra delle navi allo stadio larvale.

Primo avvistamento

Il primo avvistamento in Italia e nell’ intero mar Adriatico è datato al 1949 nella laguna di Grado. Durante l’ ultimo decennio, il suo areale si è esteso dall’ Asia all’ Europa come si può evincere dalla figura sottostante.

Nel Mar Tirreno quello del Cilento è il primo avvistamento. 

 Il 29 settembre ad Ascea Marina sono stati pescati dieci esemplari di granchio blu,  Alessandro ci ha raccontato di quanto siano aggressivi e ha accettato di pescarlo on noi. 

Come si vede nel video, è entrato in acqua con gli scarponi per evitare che le potenti chele lo ferissero, senza alcuna esca, semplicemente camminando con delle pinze di acciaio, sfruttando appunto l’ aggressività dell’ animale.

Ci abbiamo provato anche noi con calzari e retino e in soli cinque minuti ci siamo sentiti attaccati ai piedi. Per fortuna non eravamo scalzi! . 

Siamo riusciti a prendere due femmine la cui apertura delle zampe raggiungeva i 27 cm, mentre la larghezza del carapace (CW, distanza massima tra le spine anterolaterali posteriori ) raggiungeva i 17 cm e mezzo. Quindi esemplari adulti  come i maschi invece pescati da Alessandro giorni prima. 

Adesso possiamo conoscerli meglio:

Callinectes sapidus è caratterizzato da un intenso colore blu degli arti. Ha 10 appendici tra cui una coppia di artigli simili a pinze utilizzati per intrappolare e catturare le prede, nonché difesa contro i predatori e come negli altri granchi portunidi, il quinto arto è a forma di pagaia, adattata per il nuoto. 

Esistono due modi per distinguere i maschi e le femmine di granchio blu. I maschi sull’ addome possiedono una struttura, chiamata grembiule, a forma di “T” lunga, stretta e capovolta , mentre nelle femmine il grembiule è più largo, arrotondato, a forma di mezzaluna. Inoltre, come si può vedere dalle foto in basso, i granchi maschi adulti avranno le chele blu brillanti mentre le femmine di colore arancio.

Il resto dell’esoscheletro è marrone oliva.  Ha una forma ellittica, con due spuntoni ai due lati del corpo e il margine anteriore seghettato. 

Come si comporta e quale nicchia occupa ?

Il suo modello comportamentale è noto nell’area di distribuzione naturale nelle aree costiere ed estuarine: le femmine si spostano verso il mare per deporre le uova durante l’estate. Le uova richiedono una certa salinità per la schiusa delle larve. All’inizio dell’autunno, le femmine migrano con i giovani verso corsi d’acqua dolce.

 I pescatori locali ci hanno riferito di aver trovato un esemplare nella rete a Casalvelino marina mentre un pescatore subacqueo di averne avvistata una a Pioppi. Siamo personalmente andati sia a Pioppi che a Casalvelino marina ma non ne abbiamo trovate. Mentre ad Ascea non abbiamo avuto nemmeno il tempo di entrare in acqua!

Dove Vive ?

 Caratteristiche comuni di tutti e tre i siti dove i granchi blu sono stati avvistati è il fondo sabbioso in meno di un metro d’ acqua. Probabilmente sono più abbondanti ad Ascea in quanto situtati vicino la foce del fiume. Infatti, sappiamo che questi granchi sono eurialini cioè tollerano basse concentrazioni di salinità, nel loro ambiente naturale i maschi prediligono acqua a minore salinità dei fiumi (20-25 ppt) mentre le femmine si trovano anche in acque più salate(>30 ppt) dove liberano le larve. Per questo motivo, cioè la vicinanza del fiume, il fondo sabbioso e l’ abbondanza di pesce che si trova spesso alle foci fanno di questo habitat un luogo potenziale in cui vivere. I giovani sono più tolleranti alle variazioni di salinità e temperatura rispetto agli adulti e le larve di C. sapidus richiedono salinità superiori a 22 ppt per sopravvivere.

Quali sono i potenziali rischi per il nostro Habitat marino?

Non possiamo sapere se questa popolazione di granchi riuscirà ad insediarsi e a riprodursi e sarebbe molto interessante conoscere l’ecologia di questa specie nelle nuove aree geografiche che occupano come specie aliena al fine di rispondere a domande su ciò che mangiano, ciò che li mangia, quali sono i limiti di crescita delle loro popolazioni, quando e come vengono catturati nel modo più efficiente, quanto sia redditizia la loro commercializzazione e se ciò servirebbe da misura di controllo, in quanto le loro carni sono molto apprezzate in America.

 Alessandro ci ha raccontato che la notte i granchi giungono sul bagnasciuga e di aver visto un granchio attaccato a una spigola che cercava di liberarsi.

Questo ci fa presumere che siano predatori molto attivi e aggressivi e che potrebbero influire eccessivamente sul nostro ecosistema predando e competendo con le specie autoctone.

a cura di Selene Di Genio

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