Il mare di Napoli una fogna a cielo aperto, a causa del depuratore di San Giovanni

Il mare ridotto ad una fogna. A San Giovanni a Teduccio le acque davanti alla spiaggia del depuratore dismesso, ora stazione di sollevamento, meritano la maglia nera dell’inquinamento.

Enterococchi intestinali ed escherichia coli, batteri che rivelano la contaminazione da parte di acque nere non depurate, sono in concentrazioni fino a dieci volte superiori ai limiti per la balneabilità, come certificano i campionamenti dell’Arpac.

Il principale imputato di questa mortificante situazione è un alveo, il Volla, che parte dai Comuni vesuviani e termina il suo percorso proprio al lato della spiaggia. Un fiume nero di liquami.

 

In teoria dovrebbe convogliare solo acque di pioggia. Diventa una fogna perché riceve scarichi non depurati lungo il tragitto nei Comuni vesuviani e, in parte, anche nel suo percorso finale, quello che attraversa Napoli. C’è un progetto che prevede di realizzare pompe e stazioni di sollevamento capaci di dirottare le fogne che confluiscono nell’ultimo tratto del Volla al depuratore di Napoli est.

C’era un finanziamento per 7.200.000 euro sui fondi europei del ciclo 2007 – 2013, ma i lavori sono iniziati tardi per spendere tutta la cifra entro i termini previsti. Sono state avviate le opere, ma ora il cantiere è praticamente fermo. Si attende la firma della convenzione tra Regione Campania e comune di Napoli per il rifinanziamento dei fondi nella nuova programmazione 2014 – 2020.

L’intervento riguarda il secondo lotto. Il primo è stato ultimato nel 2014 ed ha permesso di dirottare al depuratore di Napoli est i liquami che la metropoli immetteva nel tratto superiore del Volla e che finivano anch’essi a mare senza alcun trattamento.

Se e quando sarà completato anche il secondo lotto, almeno nel percorso napoletano l’alveo non riceverà più immissioni inquinanti. Resterà aperto il problema dei molteplici scarichi che lo trasformano in una cloaca nel percorso tra i Comuni vesuviani.

(fonte corriere del mezzogiorno)

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