mercoledì 31 maggio 2017

Studi sull’alga tossica del Golfo di Napoli



– a cura di Anna Cozzolino-

Un gruppo studiosi coordinati da Mariella Ferrante, ricercatrice della stazione zooloogica Anton Dohrn di Napoli, Hanno sequenziato il genoma di un'alga potenzialmente tossica, la diatomea marina «Pseudo-nitzschia multistriata» e si sono soffermati sulla modalità di riproduzione di questa specie. 

Le nuove informazioni serviranno per esplorare gli aspetti legati alla tossicità e i potenziali rischi per chi popola l'ambiente marino fino ad arrivare all'uomo. Il sequenziamento del genoma ha permesso al team napoletano di scoprire i primi segreti della vita di questa specie, in particolare i meccanismi che regolano le prime fasi della riproduzione sessuata.  «Pseudo-nitzschia multistriata», come tutte le diatome, è rivestita da una rigida parete di silice composta da due metà incastrate l’una nell’altra come una scatola e il suo coperchio. La particolare struttura di tale rigida corazza fa sì che quando le diatomee aumentano di numero, le cellule diventino progressivamente più piccole. La riproduzione sessuata è il meccanismo attraverso il quale le diatomee possono produrre nuovamente cellule di dimensioni grandi, e rappresenta quindi una fase importantissima della loro vita. Sono stati identificati i geni che entrano in azione quando cellule di tipo sessuale diverso (cellule + e cellule -) si incontrano, iniziando a formare i gameti, e una serie di meccanismi molecolari che indicano la presenza di una complessa rete di segnali chimici. Gli studi coordinati da Mariella Ferrante consentiranno, dunque, di acquisire preziose nozioni per la comprensione dei meccanismi che determinano le fioriture di queste specie potenzialmente tossiche.