giovedì 23 febbraio 2017

Le aree marine protette in Campania

Noi di “fondalicampania”, nati per salvaguardare il nostro bellissimo mare e, per quanto siamo in grado di fare, per difenderlo dall’incuria a cui è sottoposto, vorremmo che tutti i fondali della Campania, versassero in una condizione di ideale Bellezza, un po’ come quella che madre natura, bontà sua, ci ha regalato. Ma come siamo messi in Italia, e in particolare in Campania, in quanto alle aree protette marine?



In principio furono i Parchi Marini, 9, in tutta Italia, nessuno in Campania (“Italia nostra”, 1971). Ma l’interesse (la sensibilità?) è cresciuta e attualmente “la materia” è stata riformulata in “Aree marine protette” e se ne contano 27, di cui ben 6 in Campania. Vediamo quali:

Area naturale protetta Punta Campanella
Area marina protetta Regno di Nettuno
Area marina protetta Santa Maria di Castellabate
Area marina protetta Costa degli Infreschi e della Masseta
Parco sommerso di Baia
Parco sommerso della Gaiola      

Ma che cos’è un’area marina protetta? E’ una zona di mare circoscritta, di particolare pregio ambientale e paesaggistico, all’interno della quale si attua la normativa della salvaguardia dei luoghi e delle specie animali, dell’ambiente inteso come l’insieme di geologia, flora e fauna. L’area marina protetta ha un acronimo, AMP, riconosciuto anche a livello internazionale. Una sua particolarità è quella di limitare l’attività di pesca, nonché quella di promuovere programmi di studio e di ricerca che possano permettere una maggiore conoscenza e sensibilità nei riguardi del mare.

In Italia, per quanto attiene la regolamentazione AMP (L. 394/1991), tutte le aree sono suddivise in 3 zone, A, B e C. Nelle aree delimitate dalla “A” (chiamata “riserva integrale”), si fa’ divieto di svolgere qualsivoglia attività, di pesca, di transito e di balneazione, a meno che non vi siano reali presupposti scientifici che la riguardano. Nelle “B” e nelle “C”, è invece consentita, sia pure entro certi limiti, la pesca e la velocità di transito (6 nodi in prossimità delle coste). Inoltre, nella normativa si sanciscono i criteri che impediscono costruzioni di nuovi edifici, anche turistico-commerciali, che snaturino e danneggino le fasce costiere.

Abbiamo detto che in Campania ci sono 6 aree marine protette. Ora, le elenchiamo in maniera un po’ più dettagliata, tanto da averne un’ideale per così dire spaziale.

“Area naturale protetta Punta Campanella” – Nel 1997 è stata istituita l’area protetta di Punta Campanella, che interessa la fascia costiera dei Comuni di Massa Lubrense, Piano di Sorrento, Positano, Sant’Agnello, Sorrento e Vico Equense.

“Area marina protetta Regno di Nettuno” -  L’Area è stata istituita nel 2007 e comprende le isole del golfo di Napoli, Ischia, Procida e Vivara. Qui le zone di salvaguardia sono perfino 5, a motivo della estrema ricchezza (anche archeologica) e varietà dell’ambiente. Questa notevole complessità di situazione, ha reso possibile anche la decadenza delle autorità cittadine dall’incarico di gestione che le era stato affidato dal Ministero dell’Ambiente a causa di “grave inerzia”. La questione è sempre attuale, perché le autorità locali muovono severe critiche nei riguardi della separazione di competenze tra l’azione di programmazione e la gestione delle risorse economiche (in verità molto limitate) assegnate all’Area dal Ministero dell’Ambiente. A parziale giustificazione (nonché… compresione) del contenzioso, va’ detto che la questione è comune a tutte le Aree, purtroppo. Cioè, le risorse economiche disponibili sono sempre insufficienti, rispetto all’immenso patrimonio del nostro mare.

“Area marrina protetta di Santa Maria di Castellabate” – Quest’Area è stata istituita nel 1997 ed è situata nella provincia di Salerno, tra Paestum e Velia, dominando ad ovest lo specchio di mare tra Punta Tresino e Punta Licosa e ad est le colline del Cilento, fra l’omonimo parco e Vallo di Diano.

“Area marina protetta della Costa degli Infreschi e della Masseta” – L’Area è anch’essa in provincia di Salerno e comprende il tratto di mare che va’ dalla punta dello Zancale al Vallone Marcellino e si protrae nel Comune di San Giovanni a Piro, fino a Scauro e a Masseta.

“Parco sommerso di Baia” -  Come tutti sanno, il Parco di trova nel golfo di Napoli e contiene reperti di epoca romana di valore inestimabile. Ed è stato istituito nel 2002.

“Parco sommerso della Gaiola” – Anche questo Parco è stato istituito nel 2002 e comprende in realtà il limitato territorio di un isolotto antistante la località di Posillipo.
                            
Facciamoci paladini dunque del nostro mare, sempre e in tutte le occasioni, anche ricordando le strutture statali che operano nel territorio.

di Giuseppe Volpe
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