martedì 4 ottobre 2016

Il Vesuvio ha sei bocche sepolte in fondo al mare – A cura di Anna Cozzolino

La scoperta è avvenuta durante la campagna oceanografica Safe2014 condotta da un team di ricercatori che coinvolge l'Ingv, l'Università di Napoli Federico II e il Cnr. Si tratta di sei strutture vulcaniche sottomarine che sorgono nel settore di  mare antistante il Vesuvio e sono state localizzate ad una distanza poco inferiore ai 3 chilometri dalla costa, nel tratto compreso tra Torre Annunziata ed Ercolano.

Guido Ventura, ricercatore dell'Ingv, annuncia che sono stati rilevati nuovi punti di emissioni di anidride carbonica nel Golfo di Napoli, cosa abbastanza comune in aree geotermali e vulcaniche come quella napoletana. E qui sono state scoperte sei strutture vulcaniche (coni e duomi) finora sconosciute, con un diametro di circa 800 m. Inoltre, sono stati identificati i fronti delle colate laviche vesuviane che si sono riversate in mare in età prevalentemente medioevale.
Nel corso della campagna 'Safe2014', sono state utilizzate una serie di tecniche di esplorazione, incluse quelle magnetometriche, sismiche e batimetriche ed i risultati hanno permesso di stabilire che almeno tre delle strutture vulcaniche rilevate si sono formate prima di 19.000 anni, mentre una di esse ha eruttato in tempi storici.

La direttrice dell’Osservatorio, la vulcanologa Francesca Bianco, dopo la scoperta delle sei bocche nel Golfo di Napoli ha dichiarato che nel mare della costa vesuviana non abbiamo ancora strumenti di monitoraggio come invece per i Campi flegrei. 
Intervistata da un corrispondente del “Corriere del Mezzogiorno”, La Dott.ssa Bianco aggiunge: «Dobbiamo colmare questo gap di conoscenza e contiamo di farlo al più presto», spiega. «Va considerato che il monitoraggio sottomarino ha costi molto superiori a quello terrestre e quindi necessita di maggiori impieghi di risorse. Ma certamente dobbiamo creare una rete di controlli nel mare davanti al Vesuvio, come abbiamo fatto già da qualche anno nel mare flegreo. La scoperta delle sei strutture vulcaniche è coerente con le caratteristiche del territorio vesuviano. Insomma, non ci ha colti di sorpresa. Studi precedenti indicavano la possibile esistenza di queste strutture. Le tecniche di ricerca moderna più raffinate ci hanno consentito di ottenere un importante risultato dal punto di vista scientifico».

a cura di Anna Cozzolino
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