mercoledì 28 settembre 2016

SCOGLI E SCOGLIERE a cura di Giuseppe Volpe

                                                         
Quando si parla di mare, si parla di pesci, di barche, di sabbia, di azzurro, di onde, eccetera eccetera. Tutte cose belle e bellissime, però mai di scogli e scogliere, come se non facessero parte del paesaggio marino a tutti gli effetti. Cerchiamo di colmare questa lacuna.

Lo “scoglio” è una roccia dura di dimensione variabile: può essere come un semplice sasso o come un enorme macigno, In effetti, è una porzione di roccia staccatasi dalla costa rocciosa chiamata “falesia”. La causa del fenomeno è l’erosione del moto ondoso, perpetrato nel corso dei millenni. 

Lo scoglio non ha un colore ben definito, perché varia a seconda dei minerali che lo compongono e della flora e fauna che su di esso si sviluppa (molluschi, crostacei, alghe). A volte, l’erosione marina stacca lo scoglio dalla parete rocciosa, isolandolo: è il classico caso dei “faraglioni” di Capri. Comunque, lo scoglio può essere molto pericoloso, poiché emerge, o può emergere, a intermittenza, per effetto delle maree, causando pericoli per la navigazione (chiedere… al comandante Schettino, divenuto un vero esperto in materia).

La “scogliera”, lo dice la parola stessa, è un insieme di scogli, una grande barriera di scogli, notevole residuo roccioso che funge da protezione per la costa. Gli scogli che la compongono si trovano sott’acqua e sopra, per cui possono costituire intralcio e pericolo per la navigazione. Essa si è formata sempre a causa del moto ondoso, che nel tempo ha causato nella parete rocciosa un cosiddetto “solco di battente”, da cui si sono staccati un gran numero di scogli che l’hanno creata.

La scogliera può essere di due tipi: “corallina” e “artificiale”. Come al solito, la prima, essendo “naturale”, è bellissima. 
E’ stata prodotta dalle secrezioni degli organismi marini che vi abitano e si forma in acque equatoriali, dove è possibile realizzare forme di vita simile alla fotosintesi, con tutti i suoi colori e le sue varietà. 
L’altra, quella artificiale, è prodotta dall’uomo.
Appare quindi, anzi lo è fredda e piatta, uniforme e insignificante. Gli serve per preservare tratti di territori che ha già ampiamente rovinato e che cerca disperatamente di conservare e custodire per quello che gli è ancora possibile. Speriamo che ci riesca….

a cura di Giuseppe Volpe
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