giovedì 2 giugno 2016

Quando spunta la luna a Marechiaro – a cura di Giuseppe Volpe

Salvatore Di Giacomo, come ogni buon poeta, capì tutto; perché, se qualcuno ancora non lo sa, non sono gli scienziati che ci spiegano com’è fatto il mondo, ma i poeti.

Partiamo da questo concetto. In natura, tutti gli accadimenti atmosferici passano sugli elementi naturali senza minimamente turbare la loro costitutiva indifferenza. Invece, gli esseri animati accolgono tutti gli influssi dei dati climatici, li percepiscono come diretti a loro, avvertono mutamenti di stati d’animo e scoprono di avere emozioni, le quali non sono altro che le loro risposte e le conseguenze che ne derivano.


Prendiamo l’inizio della celebre canzone “Marechiaro”:

Quando sponta la luna a Marechiaro 
pure li pisci ‘nce fanno l’ammore
s’arrevotano ll’onne de lu mare
pe la priezza cagnono culore
quando sponta la luna a Marechiaro…

Cioè, se non esistessero gli esseri animati, uomini e animali, in grado di “sentire” la natura, tutto ciò che accadrebbe sulla Terra non avrebbe senso. Ovviamente, in particolare, è l’uomo che ha potuto “reagire” meglio agli avvenimenti naturali, grazie alla sua intelligenza, rispetto agli animali, che hanno risposto solo in virtù della loro sensibilità derivante dall’istinto.
Ma, in concreto, cosa ha reso possibile questa incredibile possibilità? Eccola, in estrema sintesi.
L’uomo ha scoperto la musica e le parole, altrimenti la “luna a Marechiaro” passava inosservata. Egli ha reso il rumore, suono, e il grugnito indistinto, parola.


Quindi, nella gioia e nel dolore che ci riserva il nostro essere sensibili rispetto alla Natura (perché a volte, troppe volte, si patisce questa condizione…), ricordiamoci più spesso di questa nostra meravigliosa partecipazione alle cose naturali, coltivando e salvaguardando con passione e con amore l’ambiente e il territorio in cui viviamo.