martedì 24 maggio 2016

Palinuro, nocchiere di Enea – A cura di Giuseppe Volpe

I nomi delle città hanno sempre un’origine etimologica precisa. Tutti sanno, ad esempio, che “Napoli” significa “città nuova”, dal greco “nea-nuova” + “città-polis”. Però, Napoli è il capoluogo di regione e conoscere l’etimologia del suo nome, per i campani, assume quasi i connotati… dell’obbligatorietà. E le altre città, magari meno note e popolate, ma ugualmente belle? Prendiamo Palinuro. Il nome deriva anch’esso dal greco: “palin” = “nuovo” + “ouros” = (vento, bufera). Letteralmente, quindi, la parola Palinuro significa “nuovo vento”. E infatti, a Palinuro, spesso c’è un vento fastidioso.


Forse, non tutti sanno che Palinuro, quella bellissima località sulla costa del Cilento, prende il nome dal nocchiere di Enea, che fuggiva con i suoi compagni dalle rovine della città di Troia, in cerca di una nuova terra dove stabilirsi. Stando al racconto che di lui fa’ Virgilio nell’Eneide, Palinuro cadde in mare dalla nave, perché colpito dal dio Sonno, per il volere di Nettuno il quale aveva preteso, per salvaguardare i profughi, una vittima. Virgilio così descrive nell’Eneide questa… richiesta (libro V, 815): “Unum pro multis dabitur caput” (“Una sola vittima per la salvezza di molti”).

Palinuro fu vittima delle onde per 3 giorni, fino a quando riuscì a raggiungere la spiaggia, in un punto riconducibile tra il golfo di Policastro e l’insenatura di Pisciotta. Ma per lui, poverino, non fu la salvezza: venne ucciso dagli abitanti del posto e abbandonato in mare. Per questo motivo, poi, quando nel mondo dell’Ade Palinuro incontra Enea, che vi era sceso con la Sibilla Cumana, gli chiede di dargli una degna sepoltura. Enea non può esaudire il suo giusto desiderio. In suo soccorso interviene la Sibilla, la quale gli preconizza che i suoi assassini, a seguito di numerose disavventure riferibili alla sua barbara uccisione, gli dedicheranno onori e offerte, fino a dedicargli il nome di quel luogo.


Ci sarebbe, in verità, anche un’altra leggenda circa Palinuro. Egli, sempre nocchiero della nave di Enea, s’innamora, non corrisposto, di una fanciulla (Kamarathan). Per seguirne l’immagine, cade in mare e muore su di uno scoglio dell’attuale Camerota. Lo riferiamo per… dovere di cronaca, ma preferiamo ricordare  Palinuro non come un visionario e ingenuo innamorato, ma come un interessante tassello che ha contribuito a formare la nostra storia e la nostra civiltà. 

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