martedì 15 marzo 2016

Il Grongo - di Martina Di Vincenzo

Salve a tutti! Riprendiamo il nostro appuntamento con la descrizione dei pesci tipici dei mari italiani parlando oggi di un altro anguilliforme, il grongo. A differenza degli altri, il grongo possiede le pinne pettorali. L'animale è privo di scaglie ed è ricoperto di una sostanza viscida al tatto. 
Vive generalmente su fondali rocciosi fino a oltre 500 m di profondità prediligendo fenditure e tane. É un inquilino tipico dei relitti, dove trova facilmente tubi di metallo in cui rifugiarsi. Caccia prevalentemente durante la notte e di giorno resta nella tana abituale.
É un animale vorace e predatore; è agilissimo e può catturare anche sugarelli e sgombri. Si riproduce solitamente durante il periodo estivo ad elevata profondità (fino a -3000 m). Nell'apparato riproduttore della femmina è presente un tappo calcareo che blocca l'ovidotto. Le femmine hanno sviluppato un adattamento fisiologico che le consente di aumentare la propria pressione interna per favorire l'espulsione di questo tappo quando si trovano in profondità. Questo però comporta che se una femmina viene allevata in acquario, al momento della riproduzione comincia a gonfiarsi in modo eccessivo fino a giungere alla morte. La zona di riproduzione dei gronghi europei  probabilmente situata fra Gibilterra e le Azzorre e da qui le larve si lasciano trasportare alla deriva verso la costa. In Mediterraneo è stata individuata una zona di riproduzione a sud della Sardegna, a 600-800 m di profondità. Sono necessari 2 anni affinché la larva possa trasformarsi in un grongo adulto. Può raggiungere i 3 m di lunghezza e superare i 70 kg di peso, i maschi sono generalmente più piccoli delle femmine. Può diventare aggressivo solo se esageratamente molestato.