venerdì 19 febbraio 2016

LA STORIA SIAMO NOI – A cura di Giuseppe Volpe

In principio… furono il vento e le stelle, a guidare i marinai. Anzi, a dire il vero, fu il principio di Archimede, a ispirare gli uomini che potevano galleggiare sull’acqua, muovendo e trasportando cose e persone e che potevano dare impulso così a traffici e commerci, in una parola, a fare cultura.
Ricordiamolo questo principio del III sec. a. C., in fondo Archimede era di Siracusa, una località non molto lontana dai… ”fondali della Campania”: “Un corpo immerso nell’acqua riceve una spinta verticale dal basso verso l’alto uguale al peso del volume del liquido spostato.” Questo nella… preistoria della navigazione.

Bisogna che passino quasi dieci secoli, perché prenda forma e sostanza la “Bussola”, attribuita a Flavio Gioia. In realtà, come ha dimostrato la storica Chiara Frugoni (“Medioevo sul naso: occhiali, bottoni e altre invenzioni medievali”, Laterza, 2004), Flavio Gioia non è mai esistito. Ma poiché fonti storiche incontrovertibili documentano scritti che lo citano, dobbiamo convenire che… sono esistiti gli amalfitani! Molto più verosimilmente, Flavio Gioia fu un classico rappresentante della cultura marinara amalfitana, mezzo commerciante, mezzo esploratore. Seppe di questa macchinetta, che avevano escogitato i cinesi e che sfruttava l’attrazione magnetica del globo terrestre indicando sempre il nord, e la introdusse ad Amalfi. Amalfi, che è in Campania….

E Amalfi, come si sa, era una Repubblica marinara. La prima in ordine cronologico. E molto attiva, come si diceva, in relazione ai traffici e ai commerci, cioè alla cultura. Era quasi naturale che normalizzasse, che sancisse norme scritte, per regolarizzare il movimento (di merci e di idee) sul mare. Furono redatte perciò le cosiddette “Tavole amalfitane”, primissimo esempio di quella che sarà poi chiamato “Codice della navigazione”. Ed ora che la Repubblica marinara di Amalfi è stata… sostituita dalla Repubblica d’Italia, qual è stato il primo codice della navigazione? Prima ancora che esistesse l’unità d’Italia, fu redatto da tale Michele de Iorio, nel 1781, a Napoli. Napoli, che è in Campania….


Insomma, questi “fondali Campania” ne hanno visto di cose!