giovedì 14 gennaio 2016

Sorrento, una città ricca di mistero. A cura di Anna Cozzolino

Alcuni attribuiscono il nome della città di Sorrento alle sirene. Creature metà pesce e metà donne, dal canto ammaliante che dalle acque della costa sorrentina avrebbero incantato Ulisse. Altri, invece, lo attribuiscono a Sirentum, una fanciulla nata dall’unione di Mirone e Leucosia, due contadini che abitavano nella zona collinare, Casarlano.
Ella doveva la sua nascita ad un voto fatto dai suoi genitori nel tempio delle Sirene situato a Massa Lubrense. I suo capelli biondi come l’oro, il suo carattere dolce, la sua voglia di vivere, la spensieratezza dei giochi ne facevano una creatura unica. Pare che sulla spiaggia di marina Grande  un giorno ebbe anche un incontro con la sirena Partenope che lodò la sua bellezza e le pronosticò un futuro da regina. Infatti, fatale fu l’incontro che Sirentum ebbe con un principe della famiglia Durazzo col quale in breve tempo convolò a nozze. I due giovani condussero una vita da viaggiatori ma nei momenti in cui vissero a Sorrento erano molto ospitali con tutti dispensando vini , dolci al miele, mandorle, fichi senza alcuna remora. Un brutto giorno del 1558 sbarcarono i saraceni che oltre a razziare le ricchezze della popolazione, fecero anche dei prigionieri, tra questi ci fu la bella Sirentum. Solo dopo alcuni anni Sirentum poté tornare al suo paese grazie agli abitanti, anche i più poveri, che donarono spontaneamente ciò che possedevano pur di riavere tra loro Sirentum.

a cura di Anna Cozzolino 

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